Questa è una trascrizione audio dell’episodio del podcast Talking Heads: “C’è molto altro in arrivo dal credito investment grade”. Ascolta il podcast
Anche dopo un solido 2023, le obbligazioni societarie investment grade dell’eurozona sono ancora interessanti. La possibilità di una politica monetaria più accomodante da parte della Banca Centrale Europea sarà probabilmente uno dei fattori chiave, aprendo potenzialmente la strada a rendimenti del 6-6,5% nel 2024, sostiene Victoria Whitehead, Head of Investment-Grade Credit.
Daniel Morris, Chief Investment Strategist
Victoria Whitehead, Senior portfolio manager European Investment Grade
Daniel Morris: Buongiorno e benvenuti al podcast Talking Heads di BNP Paribas Asset Management. Ogni settimana, Talking Heads vi offrirà approfondimenti e analisi sui temi che contano davvero per gli investitori. In questo episodio parleremo del credito investment grade dell’Eurozona. Sono Daniel Morris, Chief Market Strategist, e oggi sono affiancato da Victoria Whitehead, Head of Investment-Grade Credit. Benvenuta, Victoria, e grazie per essere qui con me.
Victoria Whitehead: Grazie a te Daniel per l’opportunità.
DM: Se guardiamo in particolare al credito investment grade dell’eurozona, possiamo dire che sia stato un buon anno. Una sorpresa positiva se consideriamo quanto fossero fosche le previsioni a inizio anno. Di fatto, abbiamo avuto una recessione nell’eurozona, ma, nonostante ciò, il credito ha retto. Qual è la tua opinione sul motivo per cui ciò è accaduto? E, dal punto di vista degli investimenti, è ancora un buon momento per guardare al credito?
VW: È stata una buona fine d’anno per il credito investment grade, trainato dai rendimenti totali, che sono solidi. Abbiamo assistito a una contrazione degli spread creditizi. Riteniamo che ci sia ancora l’opportunità di ottenere forti rendimenti totali l’anno prossimo.
Il mercato investment grade europeo ha ancora valore in termini di spread creditizi. In termini storici, pensiamo che i differenziali siano relativamente convenienti rispetto alla media degli ultimi 10 anni. Potremmo assistere ad un ulteriore restringimento di 30 punti base l’anno prossimo e, poiché ci aspettiamo che la BCE inizi a tagliare i tassi di interesse, ciò avrebbe un impatto positivo sui rendimenti totali.
Per l’asset class questo è ancora un buon punto di ingresso. A nostro avviso, l’anno prossimo dovremmo assistere a rendimenti di almeno il 6% o il 6,5% sulla base di possibili tagli dei tassi d’interesse di 50 punti base.
DM: Oltre alla potenziale ulteriore contrazione degli spread, quali sono le altre dinamiche che potrebbero essere importanti per il credito dell’Eurozona?
VW: La prospettiva di rendimenti più elevati l’anno prossimo guiderà gli afflussi verso questa classe di attivo; quindi, prevediamo che gli investitori continueranno ad acquistare credito investment grade nel 2024.
Uno degli altri fattori principali sarà la prospettiva di un calo delle emissioni societarie. Le società sono state attive negli ultimi anni, emettendo molte obbligazioni. Ma con volumi di attività in campo M&A molto inferiori negli ultimi anni in Europa, le aziende probabilmente non hanno bisogno di continuare a emettere allo stesso ritmo. Ciò offre il potenziale per una riduzione dell’offerta l’anno prossimo, il che, combinato con una maggiore domanda da parte degli investitori, dovrebbe spingere gli spread a restringersi.
DM: Anche se tutto questo sembra positivo, dobbiamo considerare anche i rischi. Sei preoccupata per i fondamentali delle società europee nei prossimi mesi?
VW: È chiaro che probabilmente assisteremo a una stagnazione della crescita in Europa nei prossimi trimestri a causa dei venti contrari generati dall’aumento dei tassi di interesse che devono ancora essere pienamente avvertiti nell’economia. C’è anche un rallentamento strutturale nel settore manifatturiero tedesco, che in questo momento è particolarmente preoccupante.
Tuttavia, è importante sottolineare che le società investment grade europee sono principalmente società blue-chip solide, che hanno compiuto molti sforzi negli ultimi anni per rafforzare i loro bilanci. Stanno quindi entrando in un probabile periodo di crescita più debole con bilanci sani e disponibilità di cassa elevate, che dovrebbero consentire loro di navigare nelle acque più agitate nei prossimi trimestri.
Vale anche la pena notare che negli ultimi 12 mesi abbiamo assistito a molte revisioni al rialzo del rating del credito aziendale. Quindi, ancora una volta, queste società europee blue-chip ad alta capitalizzazione stanno entrando in questo periodo in condizioni solide e ci aspettiamo che siano in grado di superare un contesto più debole.