I mercati azionari si sono stabilizzati dopo che alcuni alti funzionari della Federal Reserve statunitense hanno lasciato intendere la possibilità di un taglio dei tassi il mese prossimo. In Europa, intanto, proseguono — finora senza successo — gli sforzi per ricalibrare la politica fiscale mantenendo al tempo stesso lo stato sociale europeo.
I “salvagente” della Fed
I mercati azionari sono risaliti questa settimana dopo che vari esponenti della Fed hanno suggerito che un taglio dei tassi nella riunione del 9-10 dicembre non è da escludere.
Il 21 novembre, John Williams, vicepresidente del Federal Open Market Committee, ha dichiarato di vedere margini per un nuovo allentamento “nel breve termine”, dato l’indebolimento del mercato del lavoro.
Le sue parole sono state rafforzate dalle dichiarazioni del governatore Christopher Waller, che si è detto favorevole a una riduzione dei tassi perché non vede segnali di un’inflazione in aumento, mentre il mercato del lavoro “già debole” continua a perdere forza.
Ci aspettiamo che la Fed proceda a dicembre con il terzo taglio dell’anno, pari a 25 punti base, per poi ridurre ulteriormente i tassi in altre tre occasioni nel 2026.
I commenti dei responsabili politici della Fed hanno innescato una ridefinizione dei prezzi nei mercati monetari, che ora attribuiscono una probabilità di circa il 75% a un taglio di 25 pb il 9-10 dicembre (contro il 40% prima delle dichiarazioni di Williams).

Governi europei in difficoltà
In tutta Europa, la scorsa settimana ha offerto nuove prove delle difficoltà incontrate dai governi nel tentativo di conciliare le sfide fiscali con la volontà di preservare il “modello europeo” di ampio stato sociale, in un contesto di invecchiamento demografico, nuove minacce alla sicurezza, cambiamenti climatici e tassi d’interesse più elevati.
I politici sono ben consapevoli che gli elettori hanno dimostrato più volte di non essere pronti ad accettare le scelte dolorose richieste da una profonda revisione dei conti pubblici.
Retromarcia nel Regno Unito
Il Cancelliere dello Scacchiere Rachel Reeves è stata costretta a fare marcia indietro e a cancellare due riforme fiscali chiave.
In primo luogo, un pacchetto di tagli al welfare, crollato quest’estate dopo la rivolta di alcuni membri del suo stesso partito, seguito da un piano per violare gli impegni del manifesto elettorale attraverso un aumento dell’imposta sul reddito. La misura era stata anticipata in vista del Budget di oggi — salvo poi essere improvvisamente ritirata.
Rinvii in Francia
Il governo francese ha chiarito la scorsa settimana che verrà votata una “legge speciale” qualora, come probabile, il bilancio non venisse approvato dal Parlamento entro fine anno (la stessa procedura adottata l’anno scorso dopo la caduta del governo Barnier).
Questa legge estenderebbe la discussione di bilancio fino all’inizio del 2026. La misura potrebbe ridurre il rischio di instabilità politica nel breve periodo, ma non indica una rotta verso una disciplina fiscale più rigorosa.
Riforma delle pensioni in Germania?
Il Consiglio tedesco degli esperti economici ha presentato al governo una valutazione indipendente decisamente pessimistica nel suo rapporto annuale di 600 pagine. Il Consiglio prevede che la crescita del PIL aumenterà dallo 0,2% di quest’anno a solo lo 0,9% nel 2026, al di sotto dell’1,3% stimato dal governo.
Secondo il rapporto, la spinta fiscale del governo contribuirà per lo 0,3% alla crescita dell’anno prossimo, un altro 0,3% arriverà da un effetto di calendario (festività che cadono nel fine settimana), mentre solo lo 0,3% sarà frutto della crescita strutturale.
Nel frattempo, dopo appena sei mesi alla guida della nuova coalizione, il cancelliere Friedrich Merz si trova di fronte a una ribellione dell’ala giovanile del suo stesso partito, la CDU, che considera un nuovo disegno di legge sulle pensioni troppo generoso nei confronti degli anziani.
In Germania è raro che una legge frutto dell’accordo tra i partiti di governo possa mettere a rischio la tenuta dell’esecutivo. Tuttavia, nel caso delle pensioni, questo scenario appare oggi plausibile.
La coalizione tra i partiti di centro-destra CDU/CSU e quello di centro-sinistra SPD ha concordato una riforma del sistema pensionistico per stabilizzare il livello delle prestazioni. Un gruppo di giovani parlamentari della CDU/CSU la giudica però ingiusta verso le generazioni future e respinge il testo nella sua forma attuale.
Questa settimana altri parlamentari si sono aggiunti ai “ribelli”. A meno di una retromarcia, la coalizione perderà la maggioranza e il compromesso, raggiunto con grande fatica, rischierà di naufragare, rendendo il governo molto più fragile.
Servono interventi rapidi
In un rapporto dal titolo “How Can Europe Pay for Things That It Can’t Afford” (Come può l’Europa pagare per cose che non può permettersi), il Fondo Monetario Internazionale (FMI) ha avvertito che ritardare le riforme potrebbe risultare molto costoso, poiché la posizione fiscale di molti paesi europei è destinata a deteriorarsi, complicando ulteriormente il compito dei decisori politici.
Secondo il FMI, rinviare le azioni necessarie potrebbe portare il debito pubblico del “paese europeo medio” a più che raddoppiare nei prossimi 15 anni. Il risultato sarebbero tassi più alti, una crescita economica ancora più debole e un impatto negativo sulla fiducia dei mercati.
Nei paesi fortemente indebitati, il FMI non vede alternative a una revisione profonda della portata dei servizi pubblici e del contratto sociale tra Stato e cittadini.