Take Two: La BCE mantiene i tassi; il prezzo del petrolio supera i 100$

Fatti salienti

La Banca Centrale Europea ha lasciato il suo tasso d’interesse di riferimento invariato al 2,25%, come previsto, citando che l’incertezza resta alta. La banca centrale, che a giugno aveva aumentato i tassi di un quarto di punto, ha anche fatto notare che, sebbene l’inflazione nell’Eurozona sia scesa il mese scorso al 2,8% dal 3,2% di maggio, gli effetti del conflitto in Medio Oriente probabilmente manterranno l’inflazione sopra l’obiettivo del 2% fino alla prima metà del 2027. Sebbene la decisione di mantenere i tassi stabili sia stata unanime, la presidente della BCE, Christine Lagarde, ha dichiarato che “c’erano alcuni governatori che si chiedevano se non dovessimo considerare un aumento”.

Notizie dal mondo

Giovedì scorso il prezzo del petrolio ha superato la soglia dei 100 dollari al barile per la prima volta da maggio a seguito di ulteriori ostilità in Medio Oriente. Il prezzo del petrolio è aumentato dopo il crollo del cessate il fuoco tra Stati Uniti e Iran, e il benchmark globale, il Brent, ha superato la soglia dopo gli attacchi nel Mar Rosso. A giugno la diminuzione del prezzo del petrolio aveva offerto un po’ di respiro, periodo in cui l’inflazione è scesa in diversi mercati principali. Inoltre, alla fine della scorsa settimana, il governo statunitense ha rinnovato la sua guerra commerciale introducendo una nuova ondata di tariffe su decine di nazioni.

Il numero sotto i riflettori: 60 trilioni di yuan

La Cina punta a portare le vendite al dettaglio a circa 60 trilioni di yuan (circa 8,8 trilioni di dollari USA) entro il 2030, come parte di un piano quinquennale per stimolare i consumi interni. Questo rappresenterebbe un aumento di quasi il 20% rispetto alla cifra del 2025. Secondo dati recenti, la Cina ha sofferto di una domanda interna debole, che ha contribuito alla più debole crescita economica trimestrale dal 2022 nel secondo trimestre di quest’anno. È la prima volta che Pechino lancia un piano quinquennale che dà priorità specificamente ai consumi, puntando anche a stimolare l’occupazione e aumentare il reddito familiare per sostenere l’economia interna.

Il grafico della settimana

Un aumento di oltre l’80% nei primi sei mesi del 2026 ha messo l’Indice dei Semiconduttori di Philadelphia (SOX), che tiene traccia dei più grandi produttori di chip quotati negli Stati Uniti, sulla strada giusta per realizzare il suo rendimento annuale più alto dal 1999. Ma nell’ultimo mese è calato di circa il 20%. I prezzi dei chip che stanno alla base dell’intelligenza artificiale sono esplosi quest’anno, mentre i fornitori faticano a soddisfare la domanda alle stelle delle grandi aziende tecnologiche. La rapida salita riflette la continua domanda di IA e dei suoi componenti necessari, anche se la recente svendita ha mostrato come alcuni investitori si stiano chiedendo per quanto tempo potrà durare il boom della domanda.

La parola della settimana

ESPR: Le grandi aziende europee non possono più distruggere vestiti, accessori o calzature invenduti, come parte delle nuove misure per supportare la transizione verso un’economia circolare. Fa parte del Regolamento Ecodesign per Prodotti Sostenibili (ESPR), introdotto nel 2024, e la nuova regola è entrata in vigore questo mese. Significa che le grandi aziende devono ora dare priorità alla vendita, alla donazione o alla riparazione degli articoli, mentre le aziende di medie dimensioni saranno soggette allo stesso divieto dal 2030. Attualmente, tra il 4% e il 9% di tutti i prodotti tessili sul mercato in Europa viene distrutto prima dell’uso, secondo i dati della Commissione Europea.

Prossimamente

La politica monetaria è al centro dell’attenzione questa settimana. Mercoledì, la Federal Reserve si riunisce per decidere i tassi di interesse, mentre giovedì tocca alla Banca d’Inghilterra, seguita dalla Banca del Giappone venerdì. Per quanto riguarda i dati economici, giovedì Eurozona e Stati Uniti pubblicano le loro stime preliminari sulla crescita del PIL del secondo trimestre. Venerdì, l’eurozona rende noti i dati flash sull’inflazione di luglio.

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