View from the markets: Space oddity - stranezze spaziali sui mercati

L’attuale accordo di pace potrebbe rivelarsi fragile, ma i mercati hanno bisogno che sia autentico. Se i rischi legati all’inflazione e ai tassi d’interesse dovessero attenuarsi, i rendimenti obbligazionari potrebbero mantenersi su livelli solidi, mentre le azioni potrebbero continuare a essere sostenute dall’entusiasmo per gli utili societari.

A cura di Chris Iggo, Chair of the Investment Institute and CIO for AXA IM Core, BNP Paribas Asset Management  

I fondamentali appaiono favorevoli per i mercati, ma, come sempre, non mancano i possibili rischi. Anche la seconda metà del 2026 potrebbe rivelarsi impegnativa. 

  • Principali temi macroeconomici – Il calo dei costi energetici consente uno scenario macroeconomico più favorevole.
  • Principali temi di mercato una minore volatilità obbligazionaria appare ora piuttosto probabile.   

Obbligazioni, azioni, Venere e Marte

Negli ultimi tre mesi, i mercati del reddito fisso si sono concentrati sulle possibili conseguenze negative del conflitto in Medio Oriente. L’aumento dei prezzi dell’energia minacciava di allontanare ulteriormente i tassi d’inflazione ufficiali dagli obiettivi delle banche centrali.

Le stesse banche centrali hanno assunto un atteggiamento più restrittivo, con la Banca Centrale Europea che ha alzato i tassi l’11 giugno. Più di recente, alcuni esponenti della Federal Reserve statunitense hanno indicato una preferenza per almeno un rialzo dei tassi entro l’anno. Inoltre, si è temuto che un eventuale colpo alla crescita e ai redditi potesse spingere i governi a intervenire con misure fiscali, aggravando dinamiche del debito già delicate.

I mercati azionari, invece, hanno in larga parte ignorato il conflitto. A parte il sell-off iniziale di fine febbraio, innescato dallo shock geopolitico, i rendimenti sono stati dominati dal boom dell’intelligenza artificiale – e sono stati spettacolari.

L’indice Nasdaq è salito del 22% dalla fine di marzo. I mercati coreano e taiwanese hanno guadagnato rispettivamente il 73% e il 44%.

L’euforia intorno all’intelligenza artificiale non sembra destinata a esaurirsi, alimentata dagli enormi investimenti in conto capitale delle società tecnologiche. Ma questi investimenti hanno bisogno di finanziamenti, e i mercati sembrano pronti e disponibili a fornirli.

Questa settimana Nvidia ha fatto ricorso al mercato obbligazionario per oltre 20 miliardi di dollari. L’offerta pubblica iniziale di SpaceX rappresenta forse l’esempio più vivido del clima attuale: ha raccolto 75 miliardi di dollari da investitori che hanno visto la capitalizzazione di mercato salire a quasi 3.000 miliardi di dollari nei primi giorni di contrattazione.

Gli investitori sono disposti a scommettere sul fatto che l’economia dell’IA possa migliorare enormemente grazie alla costruzione di data center nello spazio. Il compianto David Bowie avrebbe forse potuto scriverci una canzone!

Sollievo

Le tensioni geopolitiche si sono allentate. È stato firmato un accordo tra Stati Uniti e Iran e i prezzi del petrolio sono scesi di oltre il 30% rispetto al picco di inizio aprile. Una normalizzazione dei costi energetici nei prossimi mesi migliorerebbe la fiducia di imprese e consumatori. Limiterebbe inoltre la necessità, per le banche centrali, di continuare ad alzare i tassi.

Anche all’interno dei mercati obbligazionari, il credito ha in larga misura ignorato la geopolitica. I mercati hanno finanziato un’enorme quantità di emissioni da parte delle società tecnologiche e gli spread creditizi sono tornati ai livelli precedenti all’ultima escalation delle tensioni nel Golfo.

Per esempio, lo spread di un indice rappresentativo dell’investment grade statunitense era pari a 80 punti base a inizio anno, ha raggiunto un picco di 94 punti base a metà marzo e ora si colloca intorno ai 75 punti base.

Questo movimento di andata e ritorno ha visto il credito sottoperformare i titoli di Stato a febbraio e marzo, per poi sovraperformare in modo significativo ad aprile, maggio e, finora, anche a giugno. Mentre i mercati azionari toccavano nuovi massimi, gli spread creditizi si restringevano, segnalando la fiducia degli investitori nelle prospettive delle imprese.

Un quadro macro positivo

E perché non dovrebbero esserlo? Le aspettative di consenso sugli utili per azione a 12 mesi dell’indice MSCI World sono aumentate del 20% nel 2026. Per il Nasdaq Composite, indice ad alta concentrazione tecnologica, l’incremento è del 21,4%.

I dati economici sono stati migliori delle attese. Negli Stati Uniti sono stati creati oltre mezzo milione di posti di lavoro non agricoli dall’inizio dell’anno, dopo un 2025 debole, in cui la creazione netta di occupazione era stata di appena 113.000 unità. 

Gli indici dei responsabili degli acquisti, che misurano regolarmente lo stato di salute dell’attività manifatturiera e dei servizi, mostrano che l’indice manifatturiero statunitense è sopra quota 50 – soglia che indica espansione – da gennaio e a maggio ha raggiunto il livello più alto degli ultimi quattro anni. L’indice dei servizi mostra un andamento simile.

Anche i dati europei sono migliorati. L’attività manifatturiera è in costante ripresa dal 2023, con il PMI dell’area euro sopra quota 50, sebbene l’attività nei servizi si sia indebolita dall’inizio del conflitto in Medio Oriente.

Le aziende di tutto il mondo sembrano beneficiare di grandi tendenze strutturali, come gli investimenti legati all’intelligenza artificiale, l’aumento della spesa per la difesa e lo sviluppo delle energie rinnovabili e delle infrastrutture digitali. Una recessione globale sembra lontana come non mai, il che lascia intendere che gli asset rischiosi possano continuare a performare.

Un allentamento delle aspettative su inflazione e tassi costituirebbe un ulteriore vento favorevole per i rendimenti del credito e dei mercati azionari.

Il timore era che l’Europa, tra le economie sviluppate, sarebbe stata la più colpita dallo shock energetico. Ma il calo dei prezzi dell’energia potrebbe invece generare una sorpresa positiva per la crescita europea e per la performance relativa dei mercati azionari del continente?

Le aspettative sui ritorni economici dell’intelligenza artificiale sono elevate. I rischi geopolitici sembrano attenuarsi. Il ciclo appare solido. Cosa potrebbe mai andare storto?

In vista della seconda metà dell’anno

Ci saranno diversi elementi da monitorare nella seconda metà dell’anno. Le banche centrali continueranno a irrigidire la politica monetaria? E, in tal caso, questo spingerà i rendimenti verso livelli coerenti con nuove fasce di crescita del PIL nominale nelle principali economie? Il nuovo presidente della Fed, Kevin Warsh, ha promesso di rivedere il modo in cui la banca centrale statunitense opera, ma nella sua prima conferenza stampa da presidente, il 17 giugno, non ha espresso una posizione personale sui tassi. Il mercato, tuttavia, sembra orientarsi verso tassi leggermente più alti.

Un nuovo aggiustamento dei livelli dei tassi d’interesse penalizzerebbe nel breve periodo i rendimenti del reddito fisso e potrebbe mettere sotto pressione anche le valutazioni azionarie. Nel Regno Unito, la Bank of England continua a mantenere il tasso di riferimento al 3,75%, ma una probabile sfida alla leadership del primo ministro Keir Starmer potrebbe riaccendere la volatilità del mercato obbligazionario britannico, alimentata dai timori sulla futura direzione della politica fiscale. Un aumento del tasso base entro fine anno non può essere escluso, considerando che due membri del comitato di politica monetaria della BoE hanno votato a favore di un rialzo il 18 giugno.

Un altro tema riguarda l’intelligenza artificiale. L’assenza di profitti tangibili in alcune società legate all’IA, oggi valutate a livelli molto elevati, potrebbe spingere gli investitori a mettere in discussione valutazioni così generose.

Un ulteriore possibile fattore destabilizzante per l’economia globale è rappresentato dalle anomalie climatiche legate a El Niño, una fase prolungata di temperature della superficie marina superiori alla media nel Pacifico.

Gli scienziati avvertono che le colture alimentari potrebbero risentirne, mentre eventi meteorologici estremi potrebbero colpire beni fisici e comunità in alcune aree del mondo.

Per i mercati finanziari, la manifestazione più evidente potrebbe essere un aumento dell’inflazione alimentare. Nonostante tutti i benefici promessi, l’intelligenza artificiale non può raffreddare gli oceani.

Infine, ci sono le elezioni di metà mandato negli Stati Uniti e le possibili implicazioni dei risultati per il resto dell’attuale mandato presidenziale. Potrebbero portare a una minore incertezza politica?

I mercati lo accoglierebbero con favore, dopo dazi, generosità fiscale e confronto geopolitico. Forse il 251° anno degli Stati Uniti potrebbe essere un po’ più tranquillo.

Dati sulle performance/fonti dei dati: LSEG Workspace DataStream, ICE Data Services, Bloomberg, BNP Paribas AM, al 18 giugno 2026, salvo diversamente specificato. Le performance passate non vanno considerate indicative di rendimenti futuri.  

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