La Coppa del Mondo FIFA, il più grande evento sportivo al mondo, prenderà il via a Città del Messico l’11 giugno. Quali sono le probabilità che il presidente degli Stati Uniti Donald Trump, primo destinatario del FIFA Peace Prize, annunci la fine del conflitto con l’Iran prima che l’arbitro fischi l’inizio della partita inaugurale?
A cura di Chris Iggo, Chair of the Investment Institute and CIO for AXA IM Core, BNP Paribas Asset Management
In fondo, il comportamento dei mercati sembra riflettere due aspettative: che la guerra finirà e che il boom dell’intelligenza artificiale continuerà.
Due domande, quindi, probabilmente domineranno l’estate: chi vincerà la Coppa del Mondo? E da dove arriveranno i capitali necessari a finanziare le mega-offerte pubbliche delle società tecnologiche?
- Principali temi macroeconomici – I solidi dati sulla manifattura statunitense riflettono la costruzione dell’infrastruttura legata all’AI.
- Principali temi di mercato – Sempre più capitale destinato a concentrarsi nel business dell’intelligenza artificiale.
Shock, adattamento, ripartenza
La guerra con l’Iran è iniziata ormai più di tre mesi fa. A marzo gli investitori hanno passato molto tempo a definire scenari diversi e a cercare di prevedere come l’economia globale e i mercati finanziari avrebbero reagito a un conflitto rapido, a uno prolungato, oppure a un collasso del normale funzionamento dei mercati energetici.
A tre mesi di distanza, dove siamo? Il Dated Brent – il principale benchmark del petrolio greggio – scambia attualmente sotto i 100 dollari al barile. Da quando la guerra è iniziata, ha registrato una media di circa 94 dollari al barile: il doppio rispetto alla media dei tre mesi precedenti.
È bastato per spingere al rialzo i prezzi dell’energia, sia al dettaglio sia all’ingrosso, come si vede nei dati sull’inflazione di numerose economie. Questo ha anche contribuito a muovere i tassi d’interesse forward: i tassi a un anno tra un anno in dollari statunitensi e in sterline (cioè le aspettative sui tassi a un anno tra dodici mesi) sono oggi più alti di 80-90 punti base rispetto al 27 febbraio. Nel mercato dell’euro, l’aumento è stato di 60-70 punti base.
Rendimenti sorprendenti
Tutto questo, però, non è una novità. Gran parte del riprezzamento dei mercati è avvenuto rapidamente. L’aspettativa dominante è diventata sempre più quella di un accordo per porre fine al conflitto, anche se tale accordo non è ancora stato raggiunto.
Dalla fine di marzo i rendimenti sono stati positivi. Le asset class obbligazionarie hanno registrato total return positivi, con l’eccezione dei Treasury statunitensi e dei titoli di Stato giapponesi. È stato premiato chi ha detenuto debito dei mercati emergenti, credito subordinato e sotto investment grade, e persino titoli governativi europei e Gilt britannici a lunga duration.
Le aspettative sui tassi d’interesse si sono perfino ridimensionate. Sembra probabile che la Banca Centrale Europea alzi i tassi nella riunione dell’11 giugno, mentre Federal Reserve e Bank of England dovrebbero restare ferme questo mese.
La performance azionaria è stata straordinaria. A guidare il mercato sono stati i titoli tecnologici. L’indice statunitense SOX dei semiconduttori ha messo a segno un total return del 79,6% dal 31 marzo. Il tema dell’intelligenza artificiale si è ulteriormente rafforzato, con società tecnologiche e dei semiconduttori che hanno riportato ricavi solidi e con un entusiasmo di mercato per questi titoli rimasto intatto.
Questo entusiasmo sarà messo alla prova nei prossimi giorni e nelle prossime settimane dal successo, o meno, delle attese offerte pubbliche iniziali di SpaceX, OpenAI e Anthropic. Secondo indiscrezioni riportate dai media, insieme al piano di Alphabet di raccogliere 80 miliardi di dollari di nuovo capitale azionario, queste operazioni potrebbero superare complessivamente i 200 miliardi di dollari.
Il tema dell’AI ha finora oscurato i potenziali rischi negativi legati alla guerra con l’Iran. Quei rischi restano, ma i mercati stanno scommettendo che un accordo per porre fine al conflitto e permettere ai mercati energetici di iniziare a riequilibrarsi sia imminente.
Gli indicatori di volatilità di mercato, come il VIX e l’equivalente misura della volatilità implicita sulle opzioni del mercato dei Treasury statunitensi, l’indice MOVE, si sono mantenuti ordinati da metà aprile.
Gli spread creditizi sono ormai vicini ai livelli di fine febbraio. Nei mercati valutari, il dollaro viene scambiato in rialzo di circa l’1,5% rispetto all’euro e in misura analoga rispetto alla sterlina. I mercati si sono dimostrati estremamente resilienti.
Come osservavo in questa rubrica due settimane fa, le preoccupazioni sui titoli di Stato a lunga scadenza non sono state confermate dalla performance recente. Nonostante tutta l’agitazione sui Gilt, l’indice dei titoli britannici con scadenza superiore a 10 anni ha prodotto un total return dell’1,53% tra fine marzo e fine maggio, di cui 73 punti base provenienti dal reddito cedolare.
La performance del mercato dei Gilt potrebbe cambiare dopo le elezioni suppletive parlamentari a Makerfield del 18 giugno, ma i rendimenti più elevati rappresentano un elemento di ritorno interessante per gli investitori.
Accordi, accordi, accordi
La resilienza dei mercati poggia su due fattori: un accordo per porre fine al conflitto con l’Iran sembra sempre a portata di mano; e il trade sull’intelligenza artificiale continua a richiamare nuovi capitali da parte degli investitori.
Nel frattempo, l’economia globale procede a singhiozzo, ma l’ultima tornata di indagini tra i direttori degli acquisti suggerisce che siamo lontani da una brusca contrazione dell’attività mondiale.
Anzi, l’indice manifatturiero ISM degli Stati Uniti ha toccato a maggio un massimo di quattro anni, spinto dalla forza dei nuovi ordini. Un dato che riflette tutta l’attrezzatura e le componenti prodotte per costruire data center e infrastrutture collegate.
Un accordo di pace in stile FIFA?
Si sospetta che il presidente Trump abbia l’intenzione di chiudere un accordo con l’Iran prima dell’inizio della Coppa del Mondo la prossima settimana – ricordiamolo, l’Iran dovrebbe partecipare al torneo. L’attenzione globale sarà puntata sugli Stati Uniti, e dal punto di vista dell’immagine sarebbe molto meglio per Washington poter presentare un accordo di pace prima che Messico e Sudafrica diano il via alla competizione.
La quantità di capitale d’investimento globale destinata all’intelligenza artificiale è impressionante, e non sorprende che molti si chiedano se si tratti di una bolla. Di certo, una volta conclusa questa tornata di mega-IPO, i mercati azionari pubblici saranno ancora più concentrati sui titoli tecnologici. Una certa turbolenza sui prezzi azionari è possibile mentre gli investitori ribilanciano i portafogli per fare spazio a questo livello record di nuove emissioni azionarie.
Le notizie arrivate questa settimana da Broadcom – con previsioni sui ricavi che hanno deluso il mercato – ricordano che non tutti gli operatori possono uscire vincitori. Allo stesso tempo, il mondo non riesce a produrre abbastanza chip, e la spesa in conto capitale continua a sostenere la crescita, soprattutto negli Stati Uniti.
E il vincitore è…
All’inizio dell’anno avevamo indicato la resilienza come uno dei temi chiave per gli investimenti. Finora, l’economia globale è rimasta resiliente. E anche i mercati. I rendimenti si sono riposizionati su livelli più elevati, ma non c’è stata un’ondata di default nel credito, né dislocazioni di mercato legate a un aumento dei premi al rischio richiesti dagli investitori sul debito pubblico.
Le valutazioni delle società legate all’AI che si preparano a quotarsi, una volta approdate sui mercati, saranno un vero test per capire se questa resilienza potrà durare per il resto del 2026.
E infine, la Coppa del Mondo. Una sola volta una nazionale europea ha vinto il torneo quando si è disputato nell’emisfero occidentale. In base a questa considerazione non possiamo considerare Spagna e Francia come favoritissime e forse neanche l’Inghilterra riuscirà a mettere fine a 60 anni di sofferenze. I pronostici rimangono sull’Argentina per la conferma del titolo – anche se, finora, solo Brasile e Italia sono riuscite a vincere due Mondiali consecutivi.
Dati sulle performance/fonti dei dati: LSEG Workspace DataStream, ICE Data Services, Bloomberg, BNP Paribas AM, al 4 giugno 2026, salvo diversamente specificato. Le performance passate non vanno considerate indicative di rendimenti futuri.