Fatti salienti
Secondo l’ultimo outlook dell’Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico, il conflitto in Medio Oriente ha ridimensionato le aspettative sulla crescita globale e innalzato le stime sull’inflazione. L’organizzazione ha rivisto al ribasso le sue previsioni sulla crescita globale per il 2027 dal 3,1% al 3,0%, lasciando invece invariate quelle per il 2026 al 2,9%. L’inflazione nelle economie avanzate del G20 dovrebbe ora attestarsi al 4,0% quest’anno, 1,2 punti percentuali in più rispetto alle attese precedenti. L’OCSE ha tuttavia avvertito che un’interruzione prolungata del mercato petrolifero “potrebbe comportare esiti molto peggiori”. La scorsa settimana i mercati globali hanno continuato a essere volatili, con l’indice MSCI World NR che ha perso l’1,5% alla chiusura di giovedì*.
* In dollari USA. Fonte: FactSet, dati al 26 marzo 2026
Notizie dal mondo
Alla luce del difficile contesto geopolitico, i più recenti indici dei direttori agli acquisti hanno evidenziato a marzo un rallentamento dell’attività in diverse grandi economie. Negli Stati Uniti il dato provvisorio dell’indice composito S&P Global è diminuito a un minimo da 11 mesi, a 51,4 rispetto al 51,9 di febbraio, rimanendo tuttavia in territorio positivo. Un valore superiore a 50 denota infatti un’espansione. Le imprese hanno segnalato una ripresa leggermente più modesta dei nuovi ordini e un aumento dei prezzi in seguito allo scoppio del conflitto con l’Iran. Il PMI composito dell’eurozona è sceso da 51,9 a 50,5, il livello più basso negli ultimi 10 mesi. Nel frattempo, il Flash PMI del Regno Unito è scivolato da 53,7 a 51,0, un minimo da sei mesi.
Il numero sotto i riflettori: 1,3%
A febbraio l’inflazione annuale del Giappone è calata all’1,3%, il tasso più contenuto dal marzo 2022 e in flessione rispetto all’1,5% di gennaio. Il tasso headline, inferiore alle attese, è stato determinato in larga misura dalla stabilizzazione dei prezzi dei generi alimentari e dal rinnovo dei sussidi per l’elettricità e il gas. L’inflazione core, al netto degli alimenti freschi, è scesa dal 2% all’1,6%, mentre l’indice di inflazione “core–core”, un indicatore attentamente seguito dal quale sono esclusi sia gli alimenti freschi che l’energia, è passato dal 2,6% al 2,5%. Su un altro fronte, l’attività economica giapponese ha perso vigore a marzo, con l’indice PMI composito diminuito dal 53,9 del mese precedente a 52,5.
Il grafico della settimana
L’attuale posizionamento degli investitori rivela un mercato in bilico tra aspettative di ripresa e cautela. Il sentiment relativamente meno pessimistico, insieme all’intensa attività di copertura, suggerisce che gli investitori abbiano assunto una posizione difensiva, in vista di una graduale normalizzazione del sentiment. Questo posizionamento prudente potrebbe alimentare un rally, sulla scia di possibili catalizzatori per una distensione del conflitto in Medio Oriente, poiché i mercati fortemente coperti registrano spesso bruschi rialzi quando i timori si placano e le posizioni difensive vengono liquidate. La volatilità a breve termine potrebbe infine lasciare il posto a un rimbalzo, man mano che il mercato torna a concentrarsi sul quadro fondamentale di crescita, che per ora è rimasto intatto.

La parola della settimana: Zettajoule
Lo zettajoule è un’unità di misura utilizzata per quantità di energia estremamente elevate. Mentre un joule indica la quantità di energia trasferita quando si consuma un watt di potenza per un secondo, uno zettajoule equivale a un miliardo di trilioni di joule, ovvero un numero con 21 zeri. Stando a un nuovo rapporto dell’Organizzazione meteorologica mondiale, negli ultimi due decenni il tasso di riscaldamento degli oceani è stato di circa 11,0-12,2 zettajoule, più del doppio rispetto a quello osservato tra il 1960 e il 2005. Nel rapporto si legge che questo dato, unitamente ad altri indicatori, suggerisce che il clima terrestre sia più sbilanciato che mai da quando sono iniziate le rilevazioni.
Prossimamente
Lunedì la Banca del Giappone pubblicherà la sua Sintesi delle opinioni relativa all’ultima riunione di politica monetaria. Martedì giungeranno la stima definitiva sulla crescita del PIL britannico per il quarto trimestre e la stima preliminare sull’inflazione nell’eurozona per il mese di marzo. La regione europea comunicherà mercoledì il tasso di disoccupazione aggiornato. Venerdì sono in programma i PMI definitivi per Giappone, Cina e Stati Uniti, con questi ultimi che sveleranno anche le statistiche sull’occupazione.