Al termine della quarta settimana di lockdown in gran parte dell’Europa, Daniel Morris, senior investment strategist, e Guy Davies, Chief Investment Officer for active equity strategies, hanno analizzato i recenti sviluppi sui mercati finanziari.
Confermano il nostro cauto ottimismo sulle prospettive e la nostra convinzione che sia ora opportuno aumentare gradualmente le allocazioni di rischio nei portafogli. In particolare i titoli di qualità, le cui valutazioni attuali riflettono la vendita indiscriminata, sono da tenere sotto osservazione.
Daniel – Le prime due settimane di aprile hanno registrato un rimbalzo piuttosto forte sui mercati azionari. Come state gestendo in questo contesto ancora molto difficile e volatile?
Guy: In primo luogo, vorrei sottolineare che i nostri team di gestione – in Asia, Europa o Stati Uniti – sono pienamente operativi, lavorano bene con un’ottima connettività. Ogni giorno, i responsabili del team si riuniscono per 30-60 minuti per scambiare opinioni sulla situazione dei loro mercati di riferimento. Qui nel Regno Unito, stiamo lavorando da remoto da ormai tre settimane. A parte una visione più verde del mondo dalla finestra del mio soggiorno, noto a malapena la differenza.
In tale contesto, va detto che il primo trimestre è stato un horror show per i mercati azionari (si veda il grafico 1 qui sotto), soprattutto rispetto alle aspettative più ottimistiche dell’inizio di quest’anno.

Può sembrare difficile da credere, ma i principali indici di borsa hanno raggiunto i loro livelli record il 19 febbraio. Sembra passata una intera epoca. Da allora, la portata dei movimenti derivanti dalla pandemia coronavirus è stata senza precedenti. Le azioni USA sono crollate in un mercato “bear” al ritmo più rapido mai registrato in precedenza, chiudendo il primo trimestre in ribasso del 20%, e questo dato incorpora una ripresa del 15% dai livelli più bassi dell’anno.
La vendita indiscriminata è stata evidente durante il primo sell-off. Subito dopo sono state vendute anche le azioni cd. bond proxies (poco volatili e con rendimenti stabili), seguite dai titoli di qualità, che hanno superato i ciclici. I mercati azionari sono poi risaliti a fine marzo, trainati proprio dai titoli che avevano registrato un forte calo.
Da rilevare è il fatto che gran parte della leva finanziaria sembra essere stata eliminata, quindi il mercato è molto più pulito. Questo è un fatto positivo.
Il mancato accordo dei prezzi del petrolio da parte dell’OPEC, in occasione di una riunione all’inizio di marzo, ha determinato un calo del prezzo del greggio Brent più profondo del 33,5% registrato dall’ottobre 2008.
La volatilità implicita ha toccato livelli record prima di affievolirsi verso la fine del trimestre. Anche oggi, 9 aprile, l’indice VIX resta a un livello elevato di 55 rispetto al 14 all’inizio dell’anno.
Quanto a cosa abbiamo fatto, abbiamo utilizzato la volatilità per aumentare il potenziale di rendimento dei nostri fondi e portafogli di clienti. Siamo consapevoli della necessità di individuare le aree problematiche. In particolare, prevediamo stress societari nei prossimi mesi. Ciò si riflette anche nell’aumento dei premi di rischio sui mercati del debito societario.
A titolo di esempio, abbiamo dedicato particolare attenzione a due nomi del nostro portafoglio concentrato a livello globale che hanno livelli di leva finanziaria più elevati. Nel corso dell’ultimo mese abbiamo effettuato molteplici chiamate con queste società. Abbiamo condotto stress test su diversi scenari. Ciò ci ha resi fiduciosi circa la detenzione di questi titoli, anche se prevediamo di assistere a una costante volatilità.
Il trading è stato focalizzato. Oltre al rialzo della volatilità, abbiamo cercato di migliorare il profilo di liquidità di alcune strategie. In alcuni settori, abbiamo iniziato a prendere in considerazione società più cicliche.
Daniel – Come valuti le conseguenze del sostegno da parte dei governi e delle banche centrali contro la mancanza di visibilità degli utili?
Guy: COVID-19 è principalmente una crisi globale della sanità pubblica, ma le misure per combattere la pandemia hanno anche creato una crisi economica. Finora, l’impatto sull’economia globale è stato ampiamente contenuto attraverso le azioni senza precedenti delle banche centrali, delle autorità monetarie e dei governi. Tuttavia, vi sono implicazioni significative per le società e i prezzi delle azioni.
Al momento, indubbiamente, vi sono cacciatori di affari alla ricerca di nuove opportunità, ma fare delle ipotesi sugli utili delle imprese è difficile, anche con un’analisi approfondita e una conoscenza dettagliata delle società in questione.
Si stima che un calo del 1% della crescita del PIL reale globale potrebbe determinare un calo del 25-30% della crescita dell’utile per azione. Ciò solleva due questioni. In primo luogo, tale calo è già pienamente integrato nelle valutazioni del mercato? In secondo luogo, quando il mercato smetterà di concentrarsi sulla recessione a breve termine e comincerà a prezzare una ripresa? La crescita degli utili per il 2021 sarà fondamentale nel misurare l’impatto della pandemia.
La settimana che inizia il 13 aprile vedrà l’inizio delle comunicazioni sugli utili del primo trimestre da parte di società come Bank of America, Citigroup e Wells Fargo. Le notizie sul modo in cui queste società stanno affrontando il fardello di COVID-19 saranno importanti per i mercati azionari.
Molte aziende stanno cancellando le linee guida sugli utili futuri, quindi il mercato sarà volatile e si muoverà anche sulla base delle informazioni più piccole.
Daniel – Quali fattori avete in mente quando cercate di distinguere tra le opportunità e le trappole di valore?
Guy: Una recessione breve e brutale seguita da una solida ripresa è ancora possibile, ma è probabile che la volatilità rimanga elevata.
A mio avviso, sono da mantenere aziende di buona qualità con un livello di debito gestibile, che generano flusso di cassa e che sono scambiate a sconto. Offrono un’ottima opportunità d’investimento a coloro che sono in grado di navigare nei movimenti di mercato.
Gestiamo una serie di strategie per regione, capitalizzazione di mercato, settore e, sebbene vi siano differenze di stile, la maggior parte è orientata alla qualità.
Non è il momento per vendere attività rischiose
Guy: In sintesi, siamo cautamente ottimisti e cerchiamo di incrementare le nostre posizioni di rischio sui mercati azionari e del credito.
Eventuali sviluppi sull’allentamento delle misure di isolamento saranno di fondamentale importanza per i mercati finanziari. Il massiccio sostegno da parte delle banche centrali e dei governi ha contenuto l’impatto finora, ma non tutte le aziende e le famiglie stanno ottenendo il sostegno di cui hanno bisogno.
Restiamo vigili sulle cattive notizie nel breve periodo. Il costo umano di questa crisi sarà difficile da sostenere. Tuttavia, la società alla fine imparerà a convivere con il virus e l’economia si riprenderà.
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