La corsa dell'oro

Dallo scoppio del conflitto in Medio Oriente e dalle interruzioni del commercio marittimo globale attraverso il Mar Rosso, i prezzi dell’oro sono aumentati.  In precedenza, l’oro aveva registrato un rally a fronte dell’aumento dei tassi di interesse reali statunitensi e del rafforzamento del dollaro USA. Conviene investire ancora in oro nel 2024?

L’attrattiva dell’oro è spesso messa in discussione in quanto è un asset che non paga dividendi (a differenza delle azioni), cedole (a differenza delle obbligazioni) e nessun permette di incassare nessun affitto (a differenza degli immobili). Tuttavia, in quanto asset finanziario, l’oro può beneficiare di fattori fondamentali, economici e geopolitici che sono particolarmente importanti in tempi difficili. Il recente squilibrio tra domanda e offerta ha fornito ulteriore sostegno.

L’oro è un vero e proprio asset che storicamente ha agito come bene rifugio in tempi di crisi. Anche le banche centrali lo considerano un asset difensivo. Può essere una copertura contro un aumento dell’inflazione, in particolare quando l’inflazione raggiunge livelli elevati.

Il ruolo dei tassi reali

Storicamente, l’oro è stato un asset inversamente correlato ai tassi reali: l’oro diventa meno attraente con l’aumento dei tassi di interesse reali perché il costo opportunità di detenere un asset senza rendimento aumenta. Negli ultimi 18 mesi, tuttavia, questa correlazione inversa si è interrotta. Poiché i tassi reali sono saliti a un massimo del 2,5% nell’ottobre 2023, anche i prezzi dell’oro sono generalmente aumentati (Figura 1). Questa resilienza può essere dovuta ai fattori geopolitici che descriveremo più avanti.

Oro e dollaro: una relazione ben identificata

Un altro fattore economico che influenza i prezzi dell’oro è il dollaro USA: l’oro tende ad avanzare quando il dollaro scende. Si tratta di un effetto meccanico: il prezzo di riferimento dell’oro è denominato in dollari. A parità di condizioni, se il dollaro si apprezza, la quantità di dollari necessari per acquistare la stessa quantità di oro diminuisce e il prezzo dell’oro diminuisce.

Di conseguenza, la domanda di oro aumenta quando il dollaro scende, in quanto rende più economico per i principali acquirenti di gioielli in paesi come l’India o la Cina acquistare il metallo. Abbiamo una view negativa sul dollaro, considerando il deficit commerciale e di bilancio degli Stati Uniti e il costo relativamente elevato del finanziamento di tale debito, che dovrebbe essere positivo per i prezzi dell’oro.

Il fattore geopolitico

La graduale transizione verso un equilibrio globale non più incentrato sugli Stati Uniti e l’ascesa della Cina hanno indotto una nuova dinamica geopolitica.

L’allargamento dell’organizzazione BRICS (Brasile, Russia, India, Cina e Sud Africa) all’Iran e all’Arabia Saudita (tra gli altri), creando “BRICS+”, testimonia questo fenomeno e la volontà condivisa di trovare un’alternativa al dollaro (“de-dollarizzazione”).

Inoltre, il congelamento dei beni della banca centrale russa il 28 febbraio 2022 ha accelerato l’appetito di altre banche centrali dei mercati emergenti per maggiori riserve auree.

La domanda da parte delle banche centrali rimane elevata: secondo il World Gold Council, nel 2022 sono state acquistate 1.136 tonnellate, con un aumento del 152% rispetto al 2021 e il livello più alto dal 1971. Gli acquisti netti nel 2023 hanno quasi eguagliato questo record, a 1.037 tonnellate.

Questa domanda sostiene il prezzo dell’oro e potrebbe essere vista come una nuova “put” da parte delle banche centrali.

Conclusione – Nessuna resa, ma molti altri vantaggi

È vero che l’oro non genera reddito, ma può essere prezioso quando il potere d’acquisto diminuisce. Può quindi essere un buon asset per diversificare un portafoglio in un momento in cui le obbligazioni svolgono forse meno bene questo ruolo. Può contribuire a ridurre al minimo l’impatto delle crisi e dei picchi di inflazione grazie al suo status di bene rifugio e di “riserva” (della banca centrale).

L’oro ha beneficiato della graduale normalizzazione dei tassi reali ed è stato sostenuto dal crescente appetito delle banche centrali. La forte domanda, mentre l’offerta è limitata, è infine un altro fattore a favore dell’oro.

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