Decarbonizzazione radicale - Idrogeno verde, emissioni zero e futuro dell' "EU-ETS"

L’idrogeno verde è destinato a diventare un pilastro fondamentale dei piani dell’UE per lo sviluppo sostenibile e la riduzione delle emissioni. Ciò ha importanti implicazioni per come le emissioni di carbonio saranno eliminate dall’economia UE nei prossimi 30 anni e su come il carbon pricing sarà utilizzato come strumento per raggiungere l’obiettivo emissioni zero, secondo la nuova ricerca di BNP Paribas Asset Management.

Secondo la recente visione strategica della Commissione europea per l’idrogeno verde, questa fonte di energia pulita e rinnovabile ha un ruolo significativo sulla strada verso il raggiungimento dell’obiettivo di “emissioni nette zero” tramite la decarbonizzazione entro il 2050.

Costi di prodotto inferiori, maggiore incentivo

Affinché l’idrogeno verde sia in grado di mantenere questa promessa, il prezzo dovrà scendere a un livello tale da incentivarne l’uso rispetto a quello di fonti energetiche da combustibili fossili negli edifici, nei trasporti e nella generazione di energia. Un probabile calo dei costi di produzione – l’idrogeno verde viene prodotto utilizzando l’elettricità generata da energia eolica e solare – contribuirà a rendere l’idrogeno verde più attraente.

Un ulteriore incentivo passa attraverso il prezzo delle indennità europee di emissione (European Emission Allowances – EUA), che possono essere acquistate e vendute sul sistema europeo di scambio delle quote di emissione (EU ETS). Questi permessi – ciascuno per una tonnellata di CO2 emesso – sono evidenti nei costi dell’inquinamento. Questo li rende uno strumento chiave per ridurre le emissioni di gas a effetto serra nell’UE e infine per raggiungere l’obiettivo di emissioni nette zero entro il 2050.

Le EUA sono attualmente obbligatorie per gli emettitori in alcuni settori e industrie, in primo luogo nella generazione di energia.

I prezzi dei combustibili fossili dovranno salire a un livello tale da incoraggiare il passaggio all’idrogeno verde dalle fonti energetiche fossili come il gas naturale e i prodotti petroliferi nonché il cosiddetto idrogeno grigio, per il quale il processo di produzione è ad alta intensità di carbonio.

Il futuro dell’EU ETS

Al contempo, il concetto del sistema di scambio delle quote di emissione dell’Unione europea dovrà cambiare. Riteniamo che il prerequisito per rendere l’idrogeno verde commercialmente sostenibile come fonte di energia sia renderlo commercialmente sostenibile come materia prima industriale entro il 2030, quale primo passo verso la neutralità climatica nell’UE entro il 2050.

Di conseguenza, secondo la nostra ricerca, il prezzo delle EU ETS dovrà passare dal basarsi sul fuel-switching dal carbone al gas nel settore energetico all’essere basato sul fuel-switching nell’industria, mentre il costo dello switching dall’idrogeno grigio all’idrogeno verde diventa il parametro fondamentale per il calcolo del prezzo.

“Non c’è una via plausibile per azzerare le emissioni entro il 2050 senza un aumento crescente dell’idrogeno verde tale da renderlo commercialmente redditizio come materia prima industriale entro il 2030, e successivamente come fonte di energia” dice Mark Lewis, Chief Sustainability Strategist di BNPP AM e autore della ricerca.

Fare tutto ciò che serve affinché l’idrogeno verde prenda il volo

Data la visione dell’UE sul ruolo significativo dell’idrogeno verde nella riduzione delle emissioni di CO2, è probabile che Bruxelles farà tutto il necessario per creare le condizioni affinché i prezzi delle EUA raggiungano livelli che permettano all’idrogeno verde di prendere il posto dell’idrogeno grigio.

La nostra ricerca ha riscontrato che ciò potrebbe portare, in ultima analisi, quasi a un raddoppio del prezzo delle quote di carbonio dell’UE a un range compreso tra 42 EUR e 55 EUR la tonnellata rispetto ai livelli attuali.

Per saperne di più:

Leggi l’Executive Summary in italiano

Leggi il White Paper Deep decarbonisation – Green hydrogen, net zero and the future of the EU ETS

Clicca qui per vedere un breve video in cui Mark Lewis parla del White Paper


Informazioni importanti

Si prega di notare che gli articoli possono contenere termini tecnici. Per questo motivo potrebbero non essere adatti ad un lettore senza esperienza professionale in materia di investimenti. Qualsiasi opinione qui espressa è quella degli autori alla data di pubblicazione, si basa sulle informazioni disponibili e può essere modificata senza preavviso. I singoli team di gestione del portafoglio possono avere opinioni diverse e prendere decisioni di investimento diverse per i diversi clienti. Il valore degli investimenti e il rendimento da essi generato possono aumentare o diminuire ed è possibile che gli investitori non recuperino l’importo originariamente investito. I rendimenti passati non sono indicativi di quelli futuri. L’investimento nei mercati emergenti o in settori specializzati o ristretti può presentare una volatilità superiore alla media, a causa di una forte concentrazione, di maggiori incertezze dovuta alla minore quantità di informazioni disponibili, alla minore liquidità o alla maggiore sensibilità ai cambiamenti delle condizioni di mercato (sociali, politiche ed economiche). Alcuni mercati emergenti offrono meno sicurezza della maggior parte dei mercati sviluppati internazionali. Per questo motivo, i servizi per le operazioni di portafoglio, la liquidazione e la conservazione per conto dei fondi investiti nei mercati emergenti possono comportare maggiori rischi. I beni privati sono opportunità di investimento che non sono disponibili attraverso i mercati pubblici come le borse valori. Consentono agli investitori di trarre profitto direttamente da temi di investimento a lungo termine e possono fornire accesso a settori o industrie specializzati, come infrastrutture, immobili, private equity e altre alternative a cui è difficile accedere con i mezzi tradizionali. I beni privati, tuttavia, richiedono un'attenta considerazione, in quanto tendono ad avere livelli di investimento minimo elevati e possono essere complessi e illiquidi.

Back to Top