Verso un trattato globale per eliminare l'inquinamento da plastica

L’ inquinamento da plastica espone a gravi rischi sistemici le economie, l’ambiente e la biodiversità, nonché la salute e i mezzi di sostentamento delle persone. La recente riunione di un comitato negoziale intergovernativo segna un primo passo verso il raggiungimento di un accordo internazionale giuridicamente vincolante per porre fine a un problema che affligge quasi ogni luogo della Terra, dalla Fossa delle Marianne al Monte Everest.

Per affrontare la crisi globale dei rifiuti in plastica, la United Nations Environment Assembly ha adottato, nel marzo del 2022, una risoluzione che traccia la strada verso un trattato globale per porre fine all’inquinamento da plastiche [1].

La risoluzione prevede la stesura di uno strumento legalmente vincolante sull’ inquinamento da plastiche, anche con riferimento all’ambiente marino. L’obiettivo è quello di completarlo entro la fine del 2024. La prima riunione del comitato si è svolta dal 28 novembre al 2 dicembre 2022.

Dal 1950 sono stati generati circa 8,3 miliardi tonnellate di rifiuti di plastica (si veda il Grafico 1), di cui il 9% è stato riciclato, il 12% incenerito e il 79% – più di 6,5 miliardi di tonnellate – smaltito in discariche o nell’ambiente [1].

L’inquinamento causato dalla plastica ha un effetto devastante su molte specie marine e terrestri, e su quelle persone che devono vivere circondate da esso. Il rilascio di microplastiche nell’ ambiente ha notoriamente un impatto importante sulla salute: microframmenti sono stati ritrovati anche nel latte materno [2].

Grafico 1 – Ciclo di vita della plastica ed impatti su persone e ambiente

Fonte: Geyer et al.; Produzione, uso e destino di tutte le materie plastiche mai realizzate; Sciences Advances 2017

Senza efficaci controlli, la produzione di plastica è destinata a raddoppiare in 20 anni e si prevede che i rifiuti in plastica che sfociano nell’oceano possano triplicare entro il 2040. [3]

La maggior parte delle materie plastiche non sono progettate tenendo conto dei principi dell’economia circolare. Tuttavia, le migliori analisi scientifiche disponibili dimostrano che soluzioni di economia circolare applicate su vasta scala possono ridurre i volumi annuali di inquinamento plastico di almeno l’80% entro il 2040 rispetto alla tendenza in atto, e potrebbero persino avvicinarsi all’azzeramento a livello globale di questo tipo di inquinamento entro il 2060 [4].

SOSTENIAMO ATTIVAMENTE UNA SOLUZIONE VINCOLANTE

In BNP Paribas Asset Management, riteniamo sia nostro dovere cercare di evitare tali crisi ambientali e sanitarie e di contribuire a creare sistemi economici e società migliori.

Questa convinzione è alla base del nostro sostegno attivo a politiche internazionali efficaci per affrontare tali sfide. Nel 2018 abbiamo sottoscritto l’impegno New Plastics Economy Global  lanciato dalla Ellen MacArthur Foundation e dal Programma Ambientale delle Nazioni Unite, cui ha fatto seguito l’appello per l’implementazione di programmi Extended Producer Responsibility riguardo al confezionamento dei prodotti. Siamo inoltre membri del PRI Plastic Investor Working Group.

Siamo tra le 85 aziende e istituti finanziari membri della Business Coalition per un trattato globale sulle materie plastiche. Lanciata nel settembre 2022, questa coalizione è impegnata a sostenere lo sviluppo di un trattato ambizioso, efficace e giuridicamente vincolante dell’ONU per porre fine all’inquinamento causato dalla plastica. L’iniziativa serve anche a contrastare le diverse opinioni di soggetti del mondo del commercio e degli investimenti che non gradiscono o non sostengono una soluzione legale globale al problema.

La visione della Business Coalition si fonda sui seguenti punti: 

  • Riduzione della produzione e dell’uso di plastica, da realizzare grazie alla transizione verso un modello di economia circolare, concentrandosi su quelle materie plastiche che hanno alti tassi di dispersione nell’ambiente, una breve durata di utilizzo, e/o sono realizzate impiegando risorse vergini a base fossile
  • Circolarità di tutti gli elementi di plastica che non possono essere eliminati, mantenendoli nell’economia al loro massimo valore 
  • Prevenzione e bonifica della dispersione nell’ambiente dei rifiuti residui, difficili da eliminare, sia micro che macro-plastici, attraverso rigorose pratiche di gestione dei rifiuti e la lotta contro l’inquinamento storicamente accumulato. 

GLI INGREDIENTI PER UN VERO CAMBIAMENTO

Le caratteristiche chiave che il trattato globale contro l’inquinamento da plastica dovrebbe secondo noi incarnare sono le seguenti:  

  • Una tabella di marcia ambiziosa per eliminare gradualmente quelle materie plastiche che presentano rischi sanitari e ambientali critici, la quale contribuirebbe altresì ad affrontare le connesse crisi del clima e della biodiversità
  • Un impegno che sia giuridicamente vincolante. Il pianeta e le comunità che soffrono maggiormente gli effetti dell’inquinamento non possono aspettare misure volontarie o non vincolanti. Il trattato deve impegnare legalmente tutte le parti coinvolte
  • Il trattato dovrebbe sostenere una transizione fondamentale di sistema verso l’economia circolare. Deve basarsi sui dati e trovare fondamento scientifico
  • È fondamentale che il trattato sia efficace, veramente incentivato e applicato dagli Stati nazionali.
  • Esso deve essere di vasta portata, e coinvolgere l’intera catena del valore, affrontando sia le attività a monte che quelle a valle
  • Dovrebbe avere regole globali che tutti i firmatari siano tenuti ad attuare a livello nazionale.
  • Dovrebbe essere congegnato in modo da armonizzare norme, obiettivi, obblighi e regolamenti nelle diverse giurisdizioni. Fondamentalmente, deve evitare una “competizione al ribasso”, cioè la concorrenza tra nazioni giocata sull’adozione di standard più deboli per attrarre imprese, strutture e tecnologie 
  • Esortiamo i negoziatori a creare un quadro di policy internazionale che realizzi le condizioni necessarie affinché il settore privato e quello pubblico compiano i cruciali investimenti in infrastrutture, innovazione e competenze
  • Infine, il trattato deve essere giusto. Le sue disposizioni, cioè, devono proteggere e rispettare i mezzi di sussistenza, la salute, il lavoro e i diritti umani di tutte le persone coinvolte nella catena del valore per realizzare un’economia circolare sicura e socialmente equa. 

I colloqui su un trattato globale per eliminare l’inquinamento causato dalla plastica avvengono in una fase in cui la Commissione Europea, per affrontare la questione rifiuti, propone nuove regole a livello continentale sugli imballaggi. Il “packaging” è uno dei principali processi che utilizzano materiali “vergini”: il 40% delle materie plastiche utilizzate nell’UE è destinato al confezionamento.

Le regole mirano a porre fine alle confezioni non necessarie, a limitare il sovra-imballaggio dei prodotti e ad introdurre etichette chiare che facilitino un corretto riciclo. Con riguardo alle materie plastiche  bio-based, compostabili e biodegradabili, le norme stabiliscono per le quali usi tali materie plastiche sono vantaggiose per l’ambiente e come dovrebbero essere progettate, smaltite e riciclate [5]. Queste regole dovrebbero indirizzare il settore dell’imballaggio sulla strada della neutralità climatica entro il 2050.

Come parte della sua responsabilità sociale d’impresa [6] e dei suoi sforzi per giungere all’azzeramento delle emissioni nette, BNP Paribas Asset Management sta adottando iniziative per ridurre le proprie emissioni operative.  L’obiettivo è quello di aumentare il tasso di riciclo dei nostri rifiuti dal 35% al 100%. Nell’ambito di un piano d’azione pluriennale, stiamo lavorando alla eliminazione della plastica monouso, all’adozione di un’operatività “paperless” e al riciclaggio di rifiuti particolari come le capsule di caffè, le lampadine e altri rifiuti elettronici.

Note

[1] Geyer, Jambeck & Lavender Law; Produzione, uso e destino di tutte le materie plastiche mai realizzate; Sciences Advances 2017

[2] Polimeri | Free Full Text | Raman Microspectroscopy Detection e Characterization delle microplastiche nel latte materno umano (mdpi.com)

[3] Rompere il Plastic Wave, The Pew Charitable Trusts e SYSTEMIQ, 2020

[4] Cfr. nota 3

[5] Vedi: https://environment.ec.europa.eu/publications/communication-eu-policy-framework-biobased-biodegradable-and-compostable-plastics_en

[6] Vedi anche “L’era della trasformazione sostenibile” (bilancio di sostenibilità 2021 BNPP AM)

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