Cinque domande sulle opportunità d’investimento in IA e tecnologia

I gestori di portafoglio di BNP Paribas Asset Management, Pamela Hegarty e Derek Glynn, rispondono a domande chiave sul futuro dell’intelligenza artificiale e degli investimenti nel settore tecnologico.

1. Quali sono gli sviluppi più interessanti nel campo della tecnologia/IA che state osservando in questo momento?

Il panorama dell’intelligenza artificiale si sta evolvendo da semplici strumenti a complessi sistemi autonomi. I modelli di IA agentica (un’evoluzione dell’IA che supera la semplice generazione di contenuti) sono in grado di ragionare, pianificare e agire nell’ambito dei flussi di lavoro. Le capacità agentiche stanno passando dal concetto all’implementazione.

Le società stanno iniziando a utilizzare la tecnologia per automatizzare i flussi di lavoro e condurre ricerche. Uno dei casi d’uso più diffusi dell’IA agentica è il “vibe coding“, nell’ambito del quale gli sviluppatori danno istruzioni e coordinano i sistemi anziché scrivere il codice riga per riga, ridefinendo radicalmente il processo di creazione del software.

Allo stesso tempo, l’IA non è più confinata agli schermi. I progressi nel campo della robotica e dell’IA incarnata stanno consentendo alle macchine di percepire, ragionare e agire nel mondo fisico. Ci aspettiamo che i casi d’uso si moltiplichino via via che i modelli di IA saranno integrati in dispositivi fisici in grado di vedere e ascoltare.

L’intelligenza artificiale sta prendendo piede anche sugli smartphone e sui dispositivi indossabili. L’IA integrata nei dispositivi consente di offrire esperienze personalizzate in tempo reale senza dover ricorrere al cloud.

Infine, siamo entusiasti delle potenzialità dell’informatica quantistica, ma questa tecnologia è ancora agli albori e presenta applicazioni commerciali limitate nel breve termine.

Nel loro insieme, queste tendenze indicano un mondo caratterizzato da un’intelligenza diffusa e integrata in tutti i contesti, sia digitali che fisici.

2. Qual è al momento la vostra opinione sulle valutazioni dei titoli tecnologici?

Le valutazioni dei titoli tecnologici sono eterogenee. In generale, le valutazioni nei settori dell’hardware e dei semiconduttori sono elevate date le grandi aspettative degli investitori, mentre i titoli di software e servizi IT appaiono sottovalutati.

Riguardo ai titoli di hardware e semiconduttori, osserviamo rapporti prezzo/utili elevati rispetto al recente passato, comunque ben al di sotto dei picchi raggiunti durante la bolla speculativa del 1999-2001. Sebbene l’espansione dei multipli possa essere in parte giustificata da margini strutturalmente più alti, riflette anche le aspettative di una crescita futura dei ricavi che potrebbe essere interrotta da un periodo di assestamento degli investimenti. 

In alcuni settori, come gli hard disk e i chip di memoria, gli utili attuali rischiano di rivelarsi insostenibili, poiché gran parte della crescita è stata trainata da aumenti dei prezzi destinati a invertirsi man mano che l’equilibrio tra domanda e offerta si stabilizzerà.

Le valutazioni delle società di software sono prossime ai minimi da dieci anni, se si considera il rapporto tra il valore aziendale e i ricavi previsti nei prossimi 12 mesi, che, a 3,5 volte, è molto inferiore rispetto al picco raggiunto durante la pandemia di COVID-19, quando superava le 14 volte.  Questo movimento estremo rispecchia i timori per l’impatto dei modelli di IA agentica e degli strumenti di programmazione sulle società di software tradizionali.

Per determinati titoli queste preoccupazioni sono fondate, poiché alcune piattaforme di software applicativo potrebbero essere escluse, mentre l’intensità della concorrenza nel settore potrebbe aumentare. Riteniamo tuttavia che alcuni operatori storici ne usciranno vincitori, in particolare quelli che forniscono applicazioni profondamente integrate e cruciali per l’operatività delle imprese. Si tratta di piattaforme che fungono da riferimento centrale, nelle quali la conoscenza del settore e il know-how aziendale costituiscono un vantaggio competitivo difficile da replicare. 

3. Con la continua crescita degli investimenti in conto capitale, quali sono le implicazioni per i settori dell’hardware e dei semiconduttori?

Le prospettive di maggiori investimenti da parte dei fornitori di servizi cloud e dei leader nel settore dell’IA rappresentano il principale fattore trainante per la crescita dei ricavi e le revisioni degli utili per un numero sempre più alto di titoli dei semiconduttori e dell’hardware tecnologico. 

Quando ChatGPT 3.5 ha fatto il suo debutto nel novembre 2022, la maggioranza degli investimenti iniziali era concentrata sui chip acceleratori e sui server di IA che li ospitano. Negli ultimi due anni circa, la leadership tra i principali operatori di semiconduttori e hardware tecnologico si è ampliata, poiché gli investitori sono alla ricerca delle prossime aree di investimento infrastrutturale destinate a sostenere le applicazioni di addestramento e inferenza dell’IA.  

Ad esempio, componenti e sistemi di rete ottica sono impiegati per consentire lo scale-up (collegare un numero maggiore di GPU – o unità di elaborazione grafica – con minore latenza all’interno di un rack), lo scale-out (collegare tra loro diversi rack di server, ovvero sistemi di archiviazione standardizzati usati nell’informatica) e lo scale-across (consentire l’addestramento di modelli di IA tra data center separati da una maggiore distanza) dei supercomputer per l’IA. 

Con l’avvento dell’IA agentica, i flussi di lavoro di inferenza stanno subendo cambiamenti che richiedono un numero maggiore di CPU (unità di elaborazione centrale) per attività quali l’orchestrazione dei flussi di lavoro e la gestione dei dati.  Il rapporto tra CPU e GPU sta migliorando, passando da 1: 8 nelle fasi di addestramento a 1:1 nelle applicazioni di inferenza.

Tra i rischi principali figurano la possibilità che si verifichino uno o più periodi di stallo durante la fase di potenziamento delle infrastrutture di IA, il che potrebbe comportare un calo della domanda unitaria di semiconduttori e hardware, nonché minori prezzi dei prodotti di base come gli hard disk e le DRAM (chip di memoria), i cui prezzi hanno registrato un’impennata a causa di un’offerta carente.

4. Quali sono i possibili catalizzatori che contribuiranno a promuovere un’adozione ancora maggiore dell’IA?

La prossima fase di adozione dell’IA sarà trainata da una combinazione di miglioramenti delle capacità e validazione economica.

In primo luogo, i modelli multimodali ampliano in modo significativo la gamma di casi d’uso applicabili, integrando formati quali immagini, audio e video. Prevediamo che l’adozione dell’IA aumenterà man mano che gli utenti interagiranno con i modelli attraverso questi nuovi formati di contenuto, che consentono flussi di lavoro più articolati e vicini alle esigenze del mondo reale, anziché limitarsi a compiti di natura puramente testuale.

In secondo luogo, le aziende stanno iniziando ad adottare l’IA, anche se siamo ancora agli inizi. Ci sono alcuni settori, tra cui l’assistenza clienti e la programmazione, in cui il ritorno sull’investimento delle imprese sembra essere elevato. L’adozione dell’IA da parte delle aziende è destinata ad accelerare man mano che esse acquisiscono maggiore familiarità con la governance dei dati, adottano misure di sicurezza adeguate e creano basi di dati “IA-ready”.

In terzo luogo, i costi di inferenza stanno diminuendo rapidamente, riducendo il costo marginale dell’intelligenza artificiale e consentendone un utilizzo più frequente. Prevediamo che i costi di inferenza continueranno a diminuire sulla scia dei progressi in atto a livello di hardware e software.

Infine, la qualità dei modelli sta progredendo rapidamente. Ogni generazione dimostra una migliore capacità di ragionamento e prestazioni superiori nei principali test di riferimento, ampliando la gamma di compiti che l’IA è in grado di svolgere in modo affidabile.

Un circolo virtuoso di performance migliori, costi più bassi e un ROI più chiaro dovrebbe sostenere l’adozione dell’IA nel tempo. 

5. Come valutate il potenziale economico e di investimento a lungo termine dell’IA e della tecnologia?

Dal punto di vista degli investimenti, individuiamo interessanti opportunità per specifici titoli in tutto il settore tecnologico, compresi i semiconduttori, l’hardware e il software, nonché nei settori correlati che sostengono lo sviluppo dei data center.

I principali fornitori di servizi cloud stanno investendo centinaia di miliardi di dollari per fornire la potenza di calcolo e i servizi correlati necessari per l’addestramento dei modelli e l’inferenza. È ancora presto per dirlo, ma le tendenze recenti indicano che potrebbero ottenere rendimenti adeguati, superiori al costo del capitale. Gli ordini stanno aumentando vertiginosamente, la crescita dei ricavi nel cloud sta accelerando e i margini si mantengono a livelli interessanti.

Nel breve termine, i massicci investimenti nelle infrastrutture a supporto dell’IA stanno sostenendo segmenti dell’economia industriale legati ai data center e all’energia. Pur essendo consapevoli del possibile impatto dell’IA su alcune professioni nel lungo periodo, riteniamo in generale che l’IA rappresenterà un vantaggio per l’economia, poiché migliora la produttività automatizzando i flussi di lavoro e le attività.

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