Robert-Alexandre Poujade, Biodiversity Lead, discute l’importanza, la nostra roadmap e le fasi di valutazione nei nostri portafogli dell’impronta della biodiversità.
Perché la biodiversità è importante?
Ecosistemi sani e funzionanti sono alla base della società: producono l’ossigeno che respiriamo, aiutano a mitigare i cambiamenti climatici e sostengono almeno il 55% dell’economia globale. Ma circa il 25% di tutte le specie di piante e animali è a rischio di estinzione entro il 2050, ovvero circa un milione di specie.
Sono cinque le principali minacce per la biodiversità:
- Cambiamento d’uso suolo/mare
- Inquinamento
- Sfruttamento eccessivo
- Specie invasive
- Cambiamento climatico
La perdita di biodiversità minaccia il raggiungimento degli obiettivi di sviluppo sostenibile delle Nazioni Unite relativi a povertà, fame, salute, acqua, città, clima, oceani e terra, secondo IPBES 2019. Questa è un’altra ragione per invertire il processo di distruzione degli ecosistemi e la perdita di biodiversità.
Cosa si sta facendo per proteggere la natura?
Alla COP15, circa 200 paesi hanno concordato il quadro globale sulla biodiversità di Kunming-Montreal. Il suo fulcro è l’obiettivo di proteggere il 30% della natura entro il 2030. Crediamo che questo abbia senso dal punto di vista finanziario: un rapporto dell’Università di Cambridge ha rilevato che i benefici finanziari della protezione del 30% della terra e degli oceani del mondo superano i costi correlati con un rapporto di 5 a 1.
I governi hanno anche accettato di eliminare gradualmente i sussidi che alle attività che danneggiano la natura. Si stima che i sussidi legati alla perdita di biodiversità costino circa 2 trilioni di dollari all’anno. L’accordo fissava l’obiettivo di spendere 200 miliardi di dollari all’anno per la conservazione.
Oltre agli investimenti del settore pubblico, i fondi potrebbero provenire da finanziamenti privati o finanziamenti misti, oltre a spingere il settore privato a investire attraverso fondi ad impatto e altri strumenti.
Cosa significa questo per gli investitori?
La perdita di biodiversità è un rischio sistemico. Le attività degli investitori potrebbero essere influenzate negativamente dalla perdita anche solo di un’ape. Le api sono responsabili dell’impollinazione di circa un terzo dell’approvvigionamento alimentare mondiale. Solo negli Stati Uniti, le api mellifere forniscono servizi di impollinazione per un valore compreso tra circa 15 e 20 miliardi di dollari all’anno.
Riteniamo importante che gli investitori comprendano quali sono i rischi. Per questo, viene richiesto alle aziende di divulgare informazioni ambientali per aiutare a valutare l’impatto di un’impresa sulla biodiversità. Tuttavia, i dati di CDP (ex Carbon Disclosure Project) hanno dimostrato che la maggior parte delle aziende non sta traducendo in azione l’impegno sulla biodiversità.
Il Global Biodiversity Framework invita i governi a incoraggiare le aziende e le istituzioni finanziarie a rendere noti i propri rischi, dipendenze e impatti relativi alla biodiversità. È probabile che la pressione per una maggiore trasparenza spinga a maggiori azioni da parte delle aziende per ridurre la perdita di biodiversità.
A nostro avviso, l’azione normativa dovrebbe aiutare gli investitori a comprendere i rischi e le opportunità legati alla biodiversità nei propri portafogli. A tal fine, siamo stati coinvolti nella Taskforce on Nature-related Financial Disclosures (TNFD) per sviluppare un framework. La sua pubblicazione è prevista per il 18 settembre.
Cosa possono fare i gestori patrimoniali?
Attualmente c’è un divario annuale di 700 miliardi di dollari sul tema del finanziamento della protezione dei sistemi naturali, secondo il Paulson Institute. Questo divario può essere ridotto tagliando i sussidi alle attività che danneggiano la biodiversità e raccogliendo più fondi attraverso i mercati del carbonio, i crediti per la biodiversità e i prodotti finanziari verdi. BNP Paribas Asset Management supporta l’allineamento dei flussi finanziari agli obiettivi e misure globali in materia di biodiversità che richiedono un’informativa aziendale coerente e utile alle decisioni.
Abbiamo dettagliato le nostre opinioni sulla natura e l’urgenza di affrontare questa crisi nella nostra tabella di marcia per la biodiversità Sustainable by nature. La roadmap si basa sui sei pilastri del nostro approccio agli investimenti legati alla sostenibilità:
- Integrare considerazioni ambientali, sociali e di governance (ESG)
- Stewardship
- Condotta aziendale responsabile
- Adottare una prospettiva lungimirante
- Soluzioni d’investimento per la sostenibilità
- Mettere in pratica la teoria attraverso la responsabilità sociale d’impresa.
La stewardship può essere utilizzata per sostenere gli sforzi di un’azienda per ridurre la perdita di biodiversità, un esempio recente è il nostro impegno con l’industria farmaceutica per eliminare gradualmente l’uso del sangue di granchio a ferro di cavallo per i test.
Le strategie di investimento ambientali possono anche aiutare ad affrontare i cambiamenti climatici e la perdita di biodiversità contribuendo a colmare il deficit di finanziamento1 per ripristinare, proteggere e preservare le risorse della Terra. La nostra gamma incentrata sulla biodiversità comprende un ETF e un fondo azionario tematico.
E poi?
Abbiamo analizzato i nostri asset under management a livello globale per comprendere la nostra esposizione ai rischi idrici e di deforestazione e quanto dipendiamo dai servizi ecosistemici.
Inoltre, per misurare l’impatto dei nostri investimenti sulla biodiversità, abbiamo condotto ricerche sulla nostra “impronta della biodiversità”.
In Sustainable by Nature Sequel: Our Portfolio Biodiversity Footprint, la nostra analisi si concentra esclusivamente sugli impatti negativi senza affrontare le dipendenze o i rischi finanziari derivanti dalla perdita di natura. Miriamo a integrare questo aspetto nel nostro approccio alle decisioni di investimento basato sulla sostenibilità, insieme alla nostra impronta idrica e di deforestazione.
Cos’è l’impronta della biodiversità? Si tratta di uno strumento che aiuta gli investitori a combinare i modelli di dati forniti dalle società in cui hanno investito e dalle loro catene di approvvigionamento per quantificare il loro potenziale impatto sulla biodiversità, senza la necessità di valutare il cambiamento effettivo della biodiversità sul campo.
Questa valutazione dell’impronta della biodiversità integra l’analisi che i nostri analisti ESG svolgono a livello di settore e di emittente e aiuta a identificare gli obiettivi chiave per il coinvolgimento diretto da parte dei nostri team di stewardship e gestione del portafoglio.
Rimangono ancora molte sfide. La biodiversità all’interno o sotto il suolo, la biodiversità marina, il rischio di estinzione e le dimensioni della ricchezza di specie non sono ancora state pienamente catturate e pressioni come quelle derivanti da specie invasive e consumo eccessivo di risorse devono ancora essere rispecchiate.
Mancano ancora dati utilizzabili dagli investitori, che colleghino impatti specifici alle singole società. Questo è un punto cieco significativo. Tuttavia, per noi, questo non è un motivo valido per rimanere passivi. Anzi.
[1] Also read Closing the biodiversity funding gap: a call to investors (bnpparibas-am.com)
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