L’UE sta intensificando gli sforzi per contrastare il riscaldamento globale. Un nuovo target più ambizioso per la riduzione dell’inquinamento atmosferico dovrebbe accrescere l’incentivo economico per le aziende ad adottare modalità operative più rispettose dell’ambiente.
Riduzione delle emissioni: necessaria e urgente
Lewis sostiene che il target non solo sia realistico, ma anche necessario e urgente, visto il campanello d’allarme lanciato dall’ondata ininterrotta di disastri naturali legati al clima, come gli incendi boschivi in Australia e in California, gli uragani e persino il caldo insolito e gli incendi della tundra in Siberia.
L’obiettivo è sicuramente raggiungibile, anche alla luce degli ottimi progressi che già si stanno compiendo sul fronte della decarbonizzazione del settore elettrico in Europa, con la riduzione delle emissioni legate al processo.
Inoltre, il calo delle attività sociali ed economiche dovuto alle misure contro il COVID-19 è stato accompagnato da un calo anche delle emissioni. E sebbene la revoca delle restrizioni abbia determinato un nuovo aumento dell’inquinamento, la pandemia sembra destinata a modificare strutturalmente i comportamenti, con un numero sempre maggiore di persone che scelgono di continuare a lavorare da casa e un potenziale ridimensionamento duraturo dei viaggi d’affari e turistici a lungo raggio.
Cala il costo delle energie rinnovabili
Quanto ai costi della decarbonizzazione, le tecnologie legate alle energie rinnovabili sono diventate sempre più convenienti. Le batterie, fondamentali per l’immagazzinamento dell’energia solare ed eolica, stanno migliorando, con il conseguente aumento dell’efficienza di stoccaggio e vantaggi in termini economici.
Tra le fonti di energia alternative, l’idrogeno verde dovrebbe assumere un ruolo sempre più importante, dato che per l’azzeramento netto delle emissioni le sole fonti rinnovabili non sono sufficienti. Nell’ambito del suo Green Deal, l’UE ha fatto dell’idrogeno verde una priorità. Si stima che gli investimenti complessivi nell’idrogeno rinnovabile in Europa possano raggiungere i 180-470 miliardi di euro entro il 2050. Inoltre, il modello adottato negli ultimi decenni per ampliare la quota di energie rinnovabili può essere applicato anche all’idrogeno verde.
Prezzo del carbonio: sempre più incentivi al cambiamento
Il target più ambizioso dell’UE per il taglio delle emissioni implica anche dei cambiamenti al mercato del carbonio, altrimenti noto come Sistema di scambio delle emissioni (ETS). Il mercato “cap-and-trade” funziona con “permessi” negoziabili che i responsabili delle emissioni di determinati settori e industrie possiedono e che sono tenuti a cedere per ogni tonnellata di CO2 emessa in un determinato anno.
Il numero di permessi – o diritti di emissione – è limitato e la soglia massima diminuisce anno dopo anno, per incoraggiare gli i produttori di emissioni a passare a tecnologie più “verdi”. Il prezzo è definito in base alle dinamiche di domanda e offerta.
Il target netto potrebbe determinare una notevole riduzione di tale soglia massima, il che dovrebbe far salire ulteriormente il prezzo del carbonio, già prossimo al record, aumentando di conseguenza il costo dell’inquinamento e intensificando quindi la pressione per passare a fonti di energia a più basso tenore di carbonio.
Un’ulteriore pressione al rialzo sul prezzo del carbonio sembra provenire anche dalle aziende riluttanti a vendere i diritti di emissione, che potrebbero non servire quest’anno, ma tornare utili in futuro, quando la soglia massima scenderà. Di conseguenza, lo stesso rincaro del carbonio fungerà da catalizzatore della decarbonizzazione.
Con il prezzo del carbonio già vicino al livello di “fuel switching” – cioè il punto in cui i gestori dei servizi di pubblica utilità sono incentivati a utilizzare i più ecologici impianti a gas rispetto ai tradizionali impianti a carbone – è evidente che il meccanismo di determinazione del prezzo del carbonio può trovare un’applicazione molto più ampia.
Ampliare la portata nell’UE e oltre
Sebbene la domanda di diritti di emissione sia stata duramente colpita dal crollo dell’attività dovuto al lockdown nel secondo trimestre, dovrebbe verosimilmente riprendersi con l’ampliamento dell’ETS a settori come il trasporto stradale e marittimo o l’edilizia.
Un tale approccio olistico permetterebbe all’UE di tagliare in modo sostanziale le emissioni e rafforzare il ruolo dell’ETS come principale motore della decarbonizzazione.
Allo stesso modo, l’ETS potrebbe essere adottato anche al di fuori dell’Europa. In effetti, siamo convinti che il mondo intero debba pensare più seriamente a come tagliare le emissioni. E avere un mercato del carbonio ben funzionante può contribuire ad aumentare l’efficienza e fornire ai produttori di emissioni un incentivo economico per passare prima possibile a pratiche di business più rispettose dell’ambiente.
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