Un decennio fa, BNP Paribas Asset Management ha lanciato la strategia Global Low Volatility Equity dopo aver sviluppato una ricerca proprietaria basata sulle caratteristiche dei titoli a basso rischio.
Un risultato chiave della ricerca è stato che i titoli meno volatili in ogni settore avevano un indice di Sharpe più elevato rispetto a quelli dei titoli più rischiosi nel loro segmento. In altre parole, l’anomalia della bassa volatilità era onnipresente: non si limitava solo a quei settori generalmente considerati meno volatili come i servizi di pubblica utilità, i beni di prima necessità o l’healthcare.
Questo risultato ci ha portato a lanciare la strategia Global Low Volatility Equity, progettata per offrire rendimenti più elevati aggiustati per il rischio e una volatilità inferiore rispetto a un indice di capitalizzazione di mercato comparabile, investendo nelle azioni meno volatili in tutti i settori a livello globale.
Quest’anno, a dieci anni dal lancio della strategia, abbiamo rivisitato la nostra ricerca per verificare la validità della nostra analisi iniziale. I titoli meno volatili di ogni settore si confermano ancora più attraenti dei loro concorrenti più rischiosi in base al rendimento corretto per il rischio?
Come spieghiamo in questo nuovo documento di ricerca, la risposta è stata un sonoro “sì”. Anzi, i risultati sono ancora più forti, sfidando l’idea che una volta scoperta un’anomalia tenda ad essere arbitrata. A nostro avviso, l’anomalia della bassa volatilità è viva e vegeta.
Scarica il documento dell’intera ricerca:
THE LOW VOLATILITY ANOMALY IN EQUITY SECTORS – 10 YEARS LATER! di Benoit Bellone e Raul Leote de Carvalho
