Cogliere le opportunità con le strategie azionarie attive

Dalla fine marzo, i mercati azionari sviluppati hanno sorpreso molti per la forza del rally: Daniel Morris, strategist senior analizza con Guy Davies, Chief investment officer active equity strategies, le prospettive e le opportunità di questa fase.

Pensi che quest’anno gli ottimisti trionferanno nell’azionario?

Guy: sono ottimista per natura e ci sono motivi per essere ottimisti nei confronti delle azioni. Tuttavia, a nostro avviso, sarebbe sbagliato estrapolare i recenti trend di mercato e in particolare la recente forza dei prezzi azionari.

Contrariamente alla visione popolare, i rally più rapidi si verificano spesso nei mercati “orso”. Una ripresa di questo tipo può prendere slancio attraverso il fenomeno della “paura di essere tagliati fuori” (FOMO=fear of missing out), dove acquisto genera acquisto.

Il calo dei prezzi e degli indici nei mercati azionari (si veda il Grafico 1) è stato tale per cui nella seconda metà di marzo si sono affacciati molti “cacciatori di affari”; la domanda più importante è se i prezzi fossero sufficientemente economici da compensare l’impatto sociale ed economico del virus. L’impatto sarà un evento pluriennale.

Grafico 1

Ciò che so è che alcune aziende non sopravvivranno, alcune subiranno cambiamenti e rimodellamenti considerevoli, mentre altre emergeranno vincitrici. Il ruolo dei miei team – nell’ambito dei mercati azionari – è quello di individuare i vincitori e sono ottimista e fiducioso sulla nostra capacità di farlo.

Com’è stata la performance in questo periodo così difficile?

Guy: guardando in generale, direi fin qui molto bene. Le nostre strategie azionarie hanno fornito, in larga misura, solide performance rispetto ai rispettivi benchmark.

Mercati emergenti e Cina: le nostre strategie su queste aree si sono comportate bene, grazie alla sovraponderazione sulle materie prime e alla sottoponderazione su settori e paesi chiave. Abbiamo lavorato su questo posizionamento negli ultimi 12 mesi e prevediamo che continui a generare forti performance.

USA: la nostra esposizione ha generato forti rendimenti relativi, a seguito di una ripresa della performance assoluta che ha guidato gli altri mercati sviluppati.

Small cap: la selezione dei titoli è stata positiva e le nostre strategie tematiche si sono rivelate resilienti rispetto all’intero mercato.

Large cap: la selezione dei titoli e il posizionamento delle società di maggiori dimensioni si sono dimostrati positivi; la qualità e la resilienza delle nostre posizioni sono state premiate dal mercato.

Globale: nell’ambito delle strategie unconstrained, la nostra selezione di titoli e i dati relativi sono stati positivi.

Quali sono i principi chiave che hanno guidato il vostro approccio?

Guy: In primo luogo, abbiamo una solida squadra di gestori esperti. Le ultime settimane sono state estreme, ma la volatilità del mercato non ci è estranea. Come molti componenti del team, ho lavorato durante la crisi asiatica negli anni ’90, la bolla delle dot-com e la crisi finanziaria globale. Alcuni dei nostri gestori senior gestivano asset il lunedì nero del 1987. Abbiamo quindi già assistito ad alcuni momenti molto difficili.

Consentitemi di illustrare i nostri principi chiave:

• Seguire il copione – nel corso degli anni, abbiamo affinato i nostri approcci per focalizzare la nostra attenzione sui fattori che riteniamo spingano i prezzi azionari. L’obiettivo è quello di mantenere attenzione e applicazione sui fattori che spostano le negoziazioni.

• Pronti a cogliere le opportunità – la volatilità dei prezzi offre l’opportunità di ridurre alcune posizioni e aprirne altre. Nelle ultime settimane, ci siamo focalizzati sul miglioramento dei portafogli sia in termini di rendimento che di liquidità.

• Gestire portafogli ad alta convinzione e con approccio attivo – il rischio “relativo” è stato aumentato – fino ai margini – nelle ultime settimane.

Quali tendenze prevedi influenzeranno l’allocazione settoriale?

Guy: Questa è una delle domande chiave per noi. I prezzi delle azioni alla fine riflettono gli utili, per cui il nostro posizionamento del portafoglio si basa su una valutazione relativa di utili e crescita degli utili. La nostra allocazione settoriale riflette queste discussioni e decisioni in materia di titoli azionari.

Attualmente, ci concentriamo su diversi temi generali:

La disruption nelle aziende: i diversi modi in cui la pandemia creerà nuove fonti di turbativa o amplificherà i trend dirompenti esistenti nel settore aziendale. Ad esempio:

– il passaggio al telelavoro/lavoro agile – porterà vantaggi alle aziende che offrono soluzioni best in class nella tecnologia e nella logistica, a spese del trasporto e della proprietà commerciale.

– nel settore della salute – nel medio termine, il focus sarà la lotta contro COVID-19. Nel lungo periodo, prevediamo un aumento della spesa sanitaria in percentuale rispetto al PIL. Inoltre, le necessità di dispositivi di sicurezza di ogni stato spingerà la produzione di attrezzature chiave a livello nazionale.

La globalizzazione: si prevede una transizione dalle catene di approvvigionamento globali a quelle locali, in quanto una quota maggiore del processo di produzione, avverrà più vicino al consumatore finale. Ciò andrà a vantaggio delle aziende che hanno fornitori locali. Rimane inoltre intatta la strategia “in Cina per la Cina”, che anticipava un’economia maggiormente dipendente dai consumi interni.

La sostenibilità: la crisi può spingere i comportamenti – sia del settore privato che dei policymaker – verso risultati più sostenibili:

– settore privato: una base per la richiesta di interventi sulla disuguaglianza e la qualità dell’aria (il virus ha reso i benefici verso queste necessità evidenti)

– settore pubblico: stimoli e misure di sostegno legate a progetti “verdi”.

Solidità delle aziende e struttura dei settori: la crisi potrebbe portare a un’economia con meno aziende, potenzialmente dotata di un maggiore potere di determinazione dei prezzi. Alcune società falliranno, altre saranno finanziariamente vincolate in modo tale da non poter contestare mercati nuovi o già esistenti.

Consumi: come evolveranno gli atteggiamenti nei confronti del tempo libero, dei viaggi, dei beni di consumo di base e della sicurezza. È probabile in consumatori diventino più cauti e vincolati.

È un momento straordinario per investire nel nostro futuro. Il nostro team ha dimostrato la propria esperienza e abilità nel costruire portafogli robusti in grado di resistere a shock o eventi negativi, come abbiamo fatto nel periodo di recessione di quest’anno. Sono certo che ora potremo posizionare i nostri portafogli in modo da sfruttare le opportunità che si presenteranno.

Questo contenuto è disponibile anche in versione podcast
Ascoltalo sul nostro blog Investors’ Corner

Informazioni importanti

Si prega di notare che gli articoli possono contenere termini tecnici. Per questo motivo potrebbero non essere adatti ad un lettore senza esperienza professionale in materia di investimenti. Qualsiasi opinione qui espressa è quella degli autori alla data di pubblicazione, si basa sulle informazioni disponibili e può essere modificata senza preavviso. I singoli team di gestione del portafoglio possono avere opinioni diverse e prendere decisioni di investimento diverse per i diversi clienti. Il valore degli investimenti e il rendimento da essi generato possono aumentare o diminuire ed è possibile che gli investitori non recuperino l’importo originariamente investito. I rendimenti passati non sono indicativi di quelli futuri. L’investimento nei mercati emergenti o in settori specializzati o ristretti può presentare una volatilità superiore alla media, a causa di una forte concentrazione, di maggiori incertezze dovuta alla minore quantità di informazioni disponibili, alla minore liquidità o alla maggiore sensibilità ai cambiamenti delle condizioni di mercato (sociali, politiche ed economiche). Alcuni mercati emergenti offrono meno sicurezza della maggior parte dei mercati sviluppati internazionali. Per questo motivo, i servizi per le operazioni di portafoglio, la liquidazione e la conservazione per conto dei fondi investiti nei mercati emergenti possono comportare maggiori rischi. I beni privati sono opportunità di investimento che non sono disponibili attraverso i mercati pubblici come le borse valori. Consentono agli investitori di trarre profitto direttamente da temi di investimento a lungo termine e possono fornire accesso a settori o industrie specializzati, come infrastrutture, immobili, private equity e altre alternative a cui è difficile accedere con i mezzi tradizionali. I beni privati, tuttavia, richiedono un'attenta considerazione, in quanto tendono ad avere livelli di investimento minimo elevati e possono essere complessi e illiquidi.

Back to Top