- Cambio di leadership nel Regno Unito
- Solidità degli utili e incertezze dei mercati
- Cautela della BCE
A cura di Daniel Morris, Chief Market Strategist; Chris Iggo, CIO for AXA IM Core (part of BNP Paribas Asset Management); Alessandro Tentori, Chief Investment Officer, Europe, AXA IM Core (part of BNP Paribas Asset Management)
Cambio di leadership nel Regno Unito
Gli investitori del Regno Unito devono affrontare un altro cambiamento nella leadership politica. Ciò potrebbe anche comportare un cambiamento nella politica economica, con l’obiettivo di stimolare la crescita e affrontare le disuguaglianze regionali del paese. Andy Burnham, l’aspirante successore del primo ministro Keir Starmer, si è impegnato a rispettare le regole di bilancio del governo. La credibilità del mercato dei Gilt deve essere un pilastro chiave della stabilità economica. I rendimenti sono calati dopo le dimissioni del Primo Ministro. Tuttavia, due sviluppi saranno fondamentali per la stabilità del mercato: le nomine di governo (in particolare la scelta del Cancelliere) e i dettagli sull’agenda politica di Burnham.
Sarà di fondamentale importanza capire in che modo l’aumento degli investimenti in infrastrutture, nell’ambito di un programma a favore della crescita, possa essere conciliabile con il mantenimento dell’indebitamento del Paese entro i limiti previsti dalle regole di bilancio. Alla luce degli attuali rendimenti, e con la Bank of England apparentemente in attesa, i Gilt sembrano interessanti. Anche il mercato azionario britannico potrebbe trarre vantaggio da un eventuale cambiamento di politica. Sebbene il decimo anniversario del voto sulla Brexit sia stato accolto da un’analisi della perdita economica subita dal Regno Unito da allora, l’indice FTSE 350 registra un rapporto prezzo/utili su 12 mesi pari solo al 60% di quello dell’S&P 500 e inferiore al proprio livello medio nel periodo a partire dal 2010. Ogni eventuale miglioramento delle prospettive di crescita potrebbe premiare gli investitori.
Utili solidi, mercati incerti
Nonostante un calo dei prezzi del petrolio di circa il 30% rispetto al picco raggiunto a giugno, i mercati azionari non hanno registrato alcun miglioramento. I titoli tecnologici si sono nuovamente indeboliti a fronte del riemergere dei timori sulle valutazioni e delle prospettive per gli utili. Gli indici non tecnologici hanno archiviato guadagni modesti, nonostante gli incoraggianti dati economici. Il mercato del lavoro statunitense ha messo a segno per tre mesi consecutivi una creazione costante di posti di lavoro, mentre gli indici dei responsabili degli acquisti indicano un’attività manifatturiera resiliente negli Stati Uniti, in Europa e in Giappone, nonché un’espansione del settore dei servizi negli Stati Uniti e in Giappone.
Una delle ragioni della reticenza nei mercati azionari è la persistente incertezza riguardo alla situazione in Medio Oriente. Un’altra è la prospettiva di tassi d’interesse (reali) più elevati. La Banca centrale europea (BCE) ha già aumentato i tassi a causa dei timori legati all’inflazione, mentre il nuovo presidente della Federal Reserve (Fed), Kevin Warsh, si è impegnato a garantire la stabilità dei prezzi. Le prospettive per gli utili appaiono comunque buone. Le stime di consenso relative alla crescita degli utili nel secondo trimestre vanno dal 12% per l’indice MSCI Europe al 17% per il Russell Value e al 30% per il Nasdaq. Si prevede che gli utili del settore tecnologico nei mercati emergenti aumentino del 138% (e dell’840% in Corea).[1] Questa forte crescita degli utili dovrebbe continuare a fornire un solido supporto ai mercati azionari.
BCE: urgenza ingiustificata
Le previsioni di politica monetaria per il 2026 sono cambiate in modo spettacolare all’indomani dello shock dei prezzi del petrolio. Alla fine del 2025, il mercato si aspettava che la BCE avrebbe mantenuto i tassi invariati per tutto il 2026. Di recente, tuttavia, le aspettative si sono spostate verso più di un aumento entro la fine dell’anno, a seguito dell’aumento di 25 punti base attuato a giugno. Tali aspettative non risultano necessariamente in linea con un calo dei prezzi del petrolio al di sotto degli 80 dollari al barile, quasi il 10% in meno rispetto al livello indicato dagli esperti dell’Eurosistema nel loro scenario di proiezione cosiddetto “più moderato”.[2]
In attesa di ulteriori indicazioni che lo shock dei prezzi del petrolio si stia ripercuotendo sui beni non energetici e sui servizi, ci si potrebbe chiedere per quanto tempo potrebbe protrarsi la discrepanza tra le aspettative di politica economica basate sui mercati e la volatilità dei prezzi del petrolio. Alla fine, in uno scenario di “normalizzazione”, la BCE potrebbe scegliere di rimanere in attesa di ulteriori informazioni, prima di procedere a un ulteriore adeguamento verso un tasso di interesse neutrale che, per sua stessa ammissione (e come confermato dai nostri modelli) dovrebbe essere leggermente aumentato. Tassi del mercato monetario più bassi, una curva dei titoli di Stato leggermente più ripida e condizioni finanziarie complessivamente più accomodanti sono il probabile risultato.
Idea di implementazione – Tecnologie rivoluzionarie negli Stati Uniti e nei mercati emergenti
Motivazione: il boom dell’Intelligenza Artificiale (IA) ha il potere di trasformare le attività commerciali e l’occupazione, offrendo al contempo nuovi prodotti e servizi innovativi e vantaggiosi per tutta l’economia mondiale. Con lo sviluppo di applicazioni più potenti, le opportunità di investimento nell’infrastruttura, nella catena del valore e nelle applicazioni a valle dell’IA saranno abbondanti. Il potenziale non realizzato della tecnologia dovrebbe sostenere una solida spesa in conto capitale e opportunità di investimento potenzialmente redditizie.
Idea di implementazione – Azioni europee
Motivazione: le aree strategiche di interesse legate al raggiungimento di una maggiore autonomia economica continueranno a sostenere le opportunità di investimento nelle azioni europee nel 2026. La spesa per la difesa, le infrastrutture digitali e le tecnologie “verdi” è considerata prioritaria in tutta Europa e sarà sostenuta da iniziative sia nazionali che a livello dell’Unione Europea per molti anni. Si prevedono effetti moltiplicatori in numerosi settori e, dato che i titoli azionari europei sono scambiati a valutazioni inferiori rispetto a quelli statunitensi o giapponesi, riteniamo che le opportunità potenziali offerte dalle azioni europee siano evidenti.
Idea di implementazione – High yield statunitense
Le condizioni del credito restano favorevoli: la crescita globale ha resistito allo shock energetico e quella degli utili aziendali rimane solida. L’aumento dei tassi di interesse ha fatto salire i rendimenti e la Fed ha escluso qualsiasi possibilità di tagli dei tassi quest’anno, poiché l’inflazione resta al di sopra del 2,0%. Ciò dovrebbe sostenere livelli di rendimento interessanti sul mercato del credito. Nonostante l’aumento delle emissioni di obbligazioni corporate investment grade, i mercati high yield continuano a beneficiare del miglioramento della qualità creditizia e delle dinamiche tecniche e di flusso di cassa positive. I rendimenti superiori al 7% sono interessanti e quello dell’high yield statunitense si avvicina al 3% per la prima metà del 2026. Una selezione mirata dei titoli e un uso discrezionale della leva finanziaria potrebbero migliorare il rendimento totale rispetto agli indici in questo segmento di mercato.
[1] Fonte: FactSet
[2] Proiezioni macroeconomiche per l’area dell’euro formulate dagli esperti dell’Eurosistema, giugno 2026
Asset Class View
Le opinioni si basano sui punti di vista del team di investimento e non devono essere intese come consigli sull’allocazione degli attivi.
| Tassi | ||
| Treasury USA | = | Aspettative di tassi più bassi sostenute dalla nomina di Kevin Warsh alla Fed, ma rischio di tassi a lungo termine più elevati alla luce delle prospettive fiscali |
| Euro – Paesi core | = | I rendimenti si sono stabilizzati su livelli più elevati, con la BCE che prevede due aumenti dei tassi quest'anno |
| Euro – Spread dei titoli di Stato | = | Risposta fiscale limitata alla crisi iraniana finora, con Italia e Spagna in una posizione finanziaria migliore rispetto al 2022 |
| Gilt britannici | + | Una persistente sottoperformance dovuta all’eccessiva inflazione e alle preoccupazioni fiscali. Il rischio politico può mantenere elevati i rendimenti dei Gilt a lungo termine, ma le aspettative del mercato sui tassi appaiono troppo aggressive |
| JGB | = | La Banca del Giappone è cauta sui rialzi dei tassi in un contesto di crisi |
| Inflazione | + | Il carry legato all'inflazione rimarrà elevato per tutta l'estate; le strategie a breve duration potrebbero rivelarsi efficaci |
| Credito | ||
| USD Investment Grade | = | Gli spread sono più ampi rispetto al periodo precedente alla crisi iraniana, ma sono soggetti a rischi legati ai tassi d'interesse e alla crescita. Preferenza per una duration breve |
| Euro Investment Grade | = | Gli acquirenti orientati al rendimento sostengono un quadro tecnico positivo, ma il valore relativo sta nuovamente peggiorando a causa della contrazione degli spread |
| GBP Investment Grade | + | Rendimenti interessanti per gli investitori in sterline a lungo termine, ma i Gilt rappresentano una costante fonte di volatilità |
| USD High Yield | + | Rendimenti interessanti, con il mercato che si sta lasciando alle spalle i precedenti timori relativi all'esposizione al settore del software |
| Euro High Yield | + | I rendimenti prossimi al 6% offrono interessanti opportunità di valore relativo rispetto al segmento investment grade |
| EM Hard Currency | = | Solida performance da marzo con rendimenti interessanti, ma restano i rischi macroeconomici |
| EM Local Currency | + | Possibilità di tagli dei tassi a livello locale una volta che le prospettive per l’energia diventeranno più chiare |
| Azioni | ||
| Stati Uniti | + | Il calo dei prezzi dell'energia e dei tassi a lungo termine sta creando le condizioni per una più ampia partecipazione al mercato, mentre le mega-cap tecnologiche continuano a mostrare un forte slancio |
| Eurozona | + | Sostegno derivante dai prezzi dell'energia più convenienti, con valutazioni ragionevoli e utili superiori alle attese. Preferenza per le banche e l'elettrificazione; orientamento verso Spagna e Italia |
| Regno Unito | = | I tassi di interesse più elevati continuano a frenare la dinamica della crescita. I settori difensivi dovrebbero registrare risultati migliori |
| Giappone | = | L'espansione fiscale dovrebbe sostenere i settori legati alla domanda interna, ma le valutazioni sono state riviste e le revisioni degli utili per azione non mostrano slancio |
| Cina | – | La crescita cinese resta debole e, sebbene aumenti il potenziale di stimoli mirati, in particolare nei settori strategici, attendiamo misure concrete prima di impegnarci nuovamente |
| Mercati emergenti globali | = | La dinamica degli utili resta solida per i titoli dei semiconduttori e della memoria, a vantaggio della Corea e di Taiwan, ma gli elevati livelli di indebitamento potrebbero portare a una correzione |
| Temi d’investimento* | + | Positivi nel lungo termine sulle strategie legate all’hardware per l’IA, all’elettrificazione della rete e alla transizione verso l’azzeramento delle emissioni di carbonio |
* BNP Paribas Asset Management ha identificato diversi temi, supportati da megatrend, a cui stanno attingendo le aziende che riteniamo siano nella posizione migliore per affrontare l’economia globale in evoluzione: Automazione e digitalizzazione, Trend di consumo e longevità, Transizione energetica, nonché Biodiversità e Capitale naturale; fonte: BNP Paribas Asset Management