A cura di Daniel Morris, Chief Market Strategist; Alessandro Tentori, CIO, Europe, AXA IM Core (part of BNP Paribas Asset Management); Nathalie Benatia, Senior Market Strategist
- Divergenza del mercato europeo
- Aumento dei rendimenti obbligazionari
- IA e produttività
Selettività nelle azioni europee
Secondo l’opinione comune, lo shock energetico provocato dalla guerra in Iran avrebbe conseguenze più gravi per l’Europa che per gli Stati Uniti, poiché la prima è un’importatrice di energia mentre i secondi ne sono esportatori. Questo è vero dal punto di vista del PIL, ma per un’azienda o un privato conta poco se l’energia che ora costa di più sia stata importata o prodotta sul territorio nazionale.
Tuttavia, l’Europa sembra fare peggio a livello economico rispetto agli Stati Uniti. Gli indici europei dei responsabili degli acquisti mostrano un peggioramento sia nel settore dei servizi che in quello manifatturiero, mentre negli Stati Uniti l’attività è cresciuta. Analoghe notizie giungono dai mercati azionari. A fine maggio, l’indice MSCI Europe era in territorio negativo rispetto al livello riscontrato prima dell’inizio della guerra, mentre l’S&P 500 registrava un rialzo del 10%. Questo divario, tuttavia, è stato determinato in gran parte dagli ottimi rendimenti ottenuti dai titoli tecnologici. Escludendo il settore tecnologico, l’Europa resta indietro, anche se in misura minore. Se si considerano solo le aziende che dovrebbero trarre vantaggio dall’iniziativa dell’Unione Europea in materia di “autonomia strategica”1, il divario si riduce notevolmente. La selettività sarà fondamentale per il potenziale successo degli investimenti in titoli azionari europei quest’anno.
Il ritorno dei tassi d’interesse a lungo termine
I rendimenti dei titoli di Stato a lungo termine sono notevolmente aumentati dalla pandemia globale. Ad esempio, i rendimenti dei titoli del Tesoro statunitense a 30 anni sono aumentati di circa 300 punti base dalla fine del 2021. Sia i titoli di Stato giapponesi che quelli tedeschi registrano un aumento simile, mentre i Gilt britannici si distinguono con un aumento di oltre 400 punti base. In un discorso tenuto nel 2013, l’ex presidente della Federal Reserve Ben Bernanke ha illustrato i fattori che, a suo avviso, influenzano i tassi di interesse a lungo termine. Rispetto a quel periodo, le aspettative di crescita a lungo termine, inflazione e rendimento reale sono tutte aumentate. Inoltre, abbiamo assistito a un aumento del premio di termine, che sembra essere sostenuto da una maggiore volatilità delle obbligazioni e da una correlazione positiva tra azioni e obbligazioni.
Oltre ai fattori ciclici, l’equilibrio tra domanda e offerta di obbligazioni è stato messo a dura prova dal ridimensionamento dei programmi di acquisto di attivi da parte delle banche centrali e dalla necessità, da parte degli investitori sensibili ai prezzi, di trovare spazio aggiuntivo nei propri bilanci per far fronte al crescente volume di emissioni. I dati del Fondo Monetario Internazionale indicano che nei prossimi cinque anni il disavanzo pubblico delle economie avanzate si attesterà in media al 4,6%, facendo salire il rapporto debito/PIL dal 108% alla fine del 2025 a circa il 115%. Il settore del reddito fisso sta attraversando un periodo di transizione, così come il valore relativo tra titoli di Stato e obbligazioni corporate nell’ambito dell’asset allocation strategica.
Il dibattito sulla produttività dell’IA
L’ultima Economic Letter della Federal Reserve Bank di San Francisco (FRBSF) affronta una questione ricorrente: l’economia statunitense sta entrando in un’era di crescita ad alta produttività trainata dagli investimenti nell’intelligenza artificiale (IA)? La risposta non è semplice, in parte perché misurare la produttività è intrinsecamente difficile. La produttività del lavoro (produzione per ora lavorata) è notevolmente aumentata negli ultimi anni. La produttività totale dei fattori (TFP) riflette i miglioramenti in termini di efficienza dell’economia nel suo complesso e non solo il fatto che una nuova tecnologia possa aumentare la produttività del lavoro. Le ultime stime della FRBSF indicano che la crescita della TFP è rimasta nettamente indietro rispetto a quella della produttività del lavoro, il che suggerisce come i recenti progressi ottenuti grazie all’IA derivino più da un uso più intensivo degli strumenti esistenti che da un miglioramento sostanziale dell’efficienza complessiva.
La produttività è importante non solo per il dibattito accademico, ma anche per la politica economica. Il nuovo presidente della Fed, Kevin Warsh, ha dichiarato che l’IA produrrà notevoli incrementi di produttività e ritiene che la tecnologia sia “strutturalmente disinflazionistica”. La tesi sottostante è che una maggiore produzione potenziale consentirebbe all’economia di crescere più rapidamente senza superare il target d’inflazione. Ciononostante, la FRBSF conclude che sia prematuro parlare di un regime di crescita elevata e sostenuta della produttività. I confronti con il boom tecnologico dei primi anni 1990 offrono speranze, ma non ancora certezze.
Fonte di tutti i dati: FactSet, Bloomberg, BNP Paribas Asset Management al 29 maggio 2026, salvo altrimenti indicato. La performance conseguita in passato non deve essere considerata un’indicazione di rendimenti futuri.
Asset Class Views
Opinions draw on investment team views and are not intended as asset allocation advice.
| Tassi | ||
| Treasury USA | = | Aspettative di tassi più bassi sostenute dalla nomina di Kevin Warsh alla Fed, ma rischio di tassi a lungo termine più elevati alla luce delle prospettive fiscali |
| Euro – Paesi core | = | I rendimenti si sono stabilizzati su livelli più elevati, con la BCE che prevede due aumenti dei tassi quest'anno |
| Euro – Spread dei titoli di Stato | = | Risposta fiscale limitata alla crisi iraniana finora, con Italia e Spagna in una posizione finanziaria migliore rispetto al 2022 |
| Gilt britannici | + | Una persistente sottoperformance dovuta all’eccessiva inflazione e alle preoccupazioni fiscali. Il rischio politico può mantenere elevati i rendimenti dei Gilt a lungo termine, ma le aspettative del mercato sui tassi appaiono troppo aggressive |
| JGB | = | La Banca del Giappone è cauta sui rialzi dei tassi in un contesto di crisi |
| Inflazione | + | Il carry legato all'inflazione rimarrà elevato per tutta l'estate; le strategie a breve duration potrebbero rivelarsi efficaci |
| Credito | ||
| Investment Grade in USD | = | Gli spread sono più ampi rispetto al periodo precedente alla crisi mediorentale, ma sono soggetti a rischi legati ai tassi d'interesse e alla crescita. Preferenza per una duration breve |
| Investment Grade in EUR | = | Gli acquirenti orientati al rendimento sostengono un quadro tecnico positivo, ma il valore relativo sta nuovamente peggiorando a causa della contrazione degli spread |
| Investment Grade in GBP | + | Rendimenti interessanti per gli investitori in sterline a lungo termine, ma i Gilt rappresentano una costante fonte di volatilità |
| High Yield in USD | + | Rendimenti interessanti, con il mercato che si sta lasciando alle spalle i precedenti timori relativi all'esposizione al settore del software |
| High Yield in EUR | + | I rendimenti prossimi al 6% offrono interessanti opportunità di valore relativo rispetto al segmento investment grade |
| ME in valuta forte | = | Solida performance da marzo con rendimenti interessanti, ma restano i rischi macroeconomici |
| ME in valuta locale | + | Possibilità di tagli dei tassi a livello locale una volta che le prospettive per l’energia diventeranno più chiare |
| Azioni | ||
| Stati Uniti | + | La dinamica legata all'IA nel mercato azionario statunitense resta elevata e sempre più estesa, sebbene il contesto fondamentale sottostante continui a giustificare le ragioni strutturali a favore dell'investimento |
| Eurozona | + | Gli elevati prezzi del petrolio e del gas continuano a frenare la crescita. Ci interessano i settori bancario, dell'elettrificazione e della difesa |
| Regno Unito | = | I tassi di interesse più elevati continuano a frenare la dinamica della crescita. I settori difensivi dovrebbero registrare risultati migliori |
| Giappone | = | L’espansione fiscale dovrebbe sostenere i settori della domanda interna. Le banche restano interessanti in quanto la Banca del Giappone sembra più vicina a un altro rialzo dei tassi |
| Cina | = | I titoli tecnologici sono sostenuti dal disaccoppiamento tra Stati Uniti e Cina. Potenziale di stimoli mirati, in particolare nei settori strategici |
| Mercati emergenti globali | + | Si registra una dinamica positiva degli utili nei settori della tecnologia e dei materiali, ma le tensioni nella regione del Golfo pesano sulle economie asiatiche importatrici di energia, rendendo necessario un approccio selettivo |
| Temi d’investimento* | + | Positivi nel lungo termine sulle strategie legate all’hardware per l’IA, all’elettrificazione della rete e alla transizione verso l’azzeramento delle emissioni di carbonio |
* BNP Paribas Asset Management ha identificato diversi temi, supportati da megatrend, a cui stanno attingendo le aziende che riteniamo siano nella posizione migliore per affrontare l’economia globale in evoluzione: Automazione e digitalizzazione, Trend di consumo e longevità, Transizione energetica, nonché Biodiversità e Capitale naturale; fonte: BNP Paribas Asset Management
Fonte di tutti i dati: FactSet, Bloomberg, BNP Paribas Asset Management al 29 maggio 2026, salvo altrimenti indicato. La performance conseguita in passato non deve essere considerata un’indicazione di rendimenti futuri.
[1] EU strategic autonomy 2013-2023: From concept to capacity | Think Tank | Parlamento europeo