Outlook mensile sui mercati: rivoluzione IA e copertura del dollaro

Chris Iggo, Presidente dell’Investment Institute e CIO di AXA IM Core – parte di BNP Paribas Asset Management; Daniel Morris, Chief Market Strategist – Equities, BNP Paribas Asset Management e Alessandro Tentori, CIO Europe, AXA IM Core – parte di BNP Paribas Asset Management

  • Emissione di obbligazioni di società tecnologiche
  • L’IA e la necessità di diversificazione
  • Copertura del dollaro più economica – per ora

Il boom delle obbligazioni tecnologiche

Nonostante gli sconvolgimenti che l’intelligenza artificiale (IA) sta creando sui mercati azionari, una cosa è chiara: la spesa per gli investimenti trainata dall’IA continua a crescere. Si prevede che nel 2026 le grandi società tecnologiche investiranno fino a 650 miliardi di dollari in capacità di calcolo e data center. La generazione di flusso di cassa libero rimane solida, ma le società tecnologiche utilizzano sempre più i loro solidi rating creditizi per sfruttare il mercato obbligazionario e raccogliere fondi. Alla fine di gennaio, tecnologia ed elettronica rappresentavano il 6,48% dell’indice ICE BofA US Corporate Bond – e il dato è destinato a crescere. Per chi investe in obbligazioni, ciò risulta interessante. La crescita delle emissioni delle società tecnologiche aggiunge ulteriore potenziale di diversificazione e, in alcuni casi, fornisce anche la duration necessaria al mercato obbligazionario, offrendo una fonte stabile di reddito da cedola. La leva finanziaria nel settore è bassa (circa 0,3 volte gli utili, rispetto alla media dell’indice S&P 500 di 1,6 volte) e i ricavi sono in forte crescita. Per alcuni investitori, detenere obbligazioni di società tecnologiche ad alta crescita potrebbe essere un complemento interessante alle azioni sempre più volatili. Tuttavia, come nel mercato azionario, potrebbero esserci differenze di performance tra gli emittenti di hardware e quelli di software, con i flussi di entrate futuri di questi ultimi che potrebbero essere maggiormente messi alla prova dall’IA.

Lo scoppio del conflitto in Medio Oriente sarà probabilmente una fonte di volatilità per i mercati finanziari. La reazione iniziale ha visto un aumento dei prezzi del petrolio, un dollaro leggermente più forte, mercati azionari in calo e spread creditizi più ampi. L’entità di questi movimenti di mercato dipende dal modo in cui si sviluppa il conflitto. Se l’intenzione degli Stati Uniti e di Israele è quella di ottenere un cambiamento di regime in Iran, vi sono numerose incertezze sui tempi che ciò potrebbe richiedere e sulle possibili ripercussioni in termini di stabilità regionale. Se così fosse, le implicazioni a livello macro e di mercato sarebbero maggiori. Monitoreremo attentamente la situazione per valutare il potenziale impatto sulle nostre prospettive d’investimento core.

La narrativa dell’IA si evolve

Invece di temere una bolla dell’IA, l’attenzione si è concentrata sui potenziali danni ai modelli di business e all’occupazione. I significativi aumenti delle spese in conto capitale annunciati da diversi sviluppatori di IA hanno acuito i timori sulle prospettive per gli utili societari. La parte dirompente della “distruzione creativa” avrà indubbiamente un impatto profondo su alcuni settori, ma a loro volta seguiranno nuove opportunità. Sebbene al momento l’indice Nasdaq 100 sia ancora al di sotto del picco raggiunto alla fine di gennaio, la maggior parte degli altri mercati ha continuato a crescere. Da notare in particolare l’aumento del 5% per i titoli tecnologici dei mercati emergenti, grazie al maggior peso dell’hardware, che sosterrà l’ulteriore espansione dei data center. La lezione per gli investitori non si limita solo alla necessità di diversificazione (non si sa da dove arriverà il prossimo sconvolgimento o chi ne beneficerà), ma anche ai benefici della gestione attiva. Data l’elevata dispersione dei rendimenti tra i titoli, la capacità di sovraponderare quelli vincenti ed evitare quelli perdenti sarà un fattore determinante per la sovraperformance.

Copertura del dollaro: più economica per ora

La copertura dell’esposizione al dollaro statunitense nei portafogli europei è diventata più conveniente, scendendo recentemente a 170 punti base dopo aver raggiunto un picco di 240 pb la scorsa estate. Si prevede che il costo scenderà ulteriormente, a 115 pb entro 12 mesi, prima di stabilizzarsi intorno a 95 pb nel medio termine. Questa proiezione si basa sulle aspettative del mercato riguardo alle traiettorie della Banca centrale europea e della Federal Reserve sui tassi d’interesse. Si prevede che la BCE sospenderà il ciclo di tagli dei tassi per il resto del 2026, ma c’è un alto livello di incertezza sulle prossime mosse della Fed: mentre il mercato sconta tagli per quasi 55 punti base entro dicembre 2026, il comitato di politica monetaria della Fed ha rimosso l’avvertimento sui “rischi al ribasso per l’occupazione” dalla sua dichiarazione di gennaio. Secondo le previsioni, nel 2026 l’economia statunitense dovrebbe crescere del 2,4%, mentre l’inflazione dovrebbe rimanere ostinatamente al di sopra del target del 2% fissato dalla Fed – il che significa che le aspettative del mercato in merito a un taglio dei tassi non sono affatto scontate. In questo scenario, la copertura dell’esposizione in USD potrebbe risultare leggermente più costosa in futuro.

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Sintesi delle opinioni sulle classi di attivi

Le opinioni si basano sui punti di vista del team di investimento e non devono essere intese come consigli sull’allocazione degli attivi.

Legend : Green : Positivo +, Orange : Neutrale =, Red : Negativo –
Tassi
Treasury USA = Rendimenti a rischio a causa di dati di crescita e inflazione più solidi
Euro – Paesi core = Rendimenti ancorati dalla Banca centrale europea che mantiene i tassi invariati e dai dati sulla bassa inflazione
Euro – Spread dei titoli di Stato + Gli spread dovrebbero rimanere stabili riflettendo un contesto macroeconomico positivo
Gilt britannici + I dati più deboli confermano le aspettative di un taglio dei tassi a marzo
JGB = Obbligazioni in attesa di ulteriori notizie sulla politica governativa
Inflazione + Il carry dell'inflazione sul mercato statunitense dovrebbe rimanere interessante, oltre all'attuale rendimento reale
Credito
Investment Grade in USD = Maggiore cautela con l'ampliamento degli spread verso il limite inferiore dell'intervallo recente
Investment Grade in EUR = Gli spread dovrebbero rimanere relativamente stabili
Investment Grade in GBP + I rendimenti in eccesso dovrebbero rimanere positivi e i tassi più bassi saranno di aiuto
High Yield in USD + Preoccupazioni per il settore del software ma le prospettive di rendimento complessive restano positive
High Yield in EUR = Il contesto macroeconomico positivo e la minore esposizione all’intelligenza artificiale dovrebbero sostenere i rendimenti
ME in valuta forte = Valutazioni elevate rispetto alle obbligazioni investment grade in USD
ME in valuta locale + Positivi sulle obbligazioni e sul mercato dei cambi. L’USD debole e la solidità delle materie prime sono d’aiuto
Azioni
Stati Uniti = Privilegiamo ciclici, value, small cap, IT e titoli software selezionati
Eurozona + La crescita migliora; restiamo ottimisti su banche, elettrificazione, difesa e beni reali
Regno Unito + Tassi più contenuti e prospettive fiscali più stabili dovrebbero sostenere opportunità nell’ambito della sanità e delle risorse
Giappone + Espansione fiscale a sostegno dei settori nazionali, tra cui banche, immobiliare e trasporti
Cina = I titoli tecnologici sono sostenuti dal disaccoppiamento tra Stati Uniti e Cina, dalla crescita degli utili e da potenziali ulteriori stimoli
Mercati emergenti globali + La dinamica degli utili sta accelerando, trainata dai settori della tecnologia e dei materiali
Temi d’investimento* + Positivi nel lungo termine sulle strategie legate all’hardware per l’IA, all’elettrificazione della rete e alla transizione verso l’azzeramento delle emissioni di carbonio

* BNP Paribas Asset Management ha identificato diversi temi, supportati da megatrend, a cui stanno attingendo le aziende che riteniamo siano nella posizione migliore per affrontare l’economia globale in evoluzione: Automazione e digitalizzazione, Trend di consumo e longevità, Transizione energetica, nonché Biodiversità e Capitale naturale; fonte: BNP Paribas Asset Management

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