Outlook mensile sui mercati: guardare oltre il petrolio, resilienza della Cina

  • Rafforzamento della resilienza contro le correnti di mercato
  • Non è solo una questione di petrolio
  • Sfruttare il potenziale di crescita della Cina

Aspettative di variazione dei tassi

La prospettiva di un aumento dell’inflazione, a causa del conflitto in Medio Oriente, ha modificato le aspettative sui tassi d’interesse; di conseguenza, i rendimenti dei mercati obbligazionari hanno subito un calo. Le obbligazioni indicizzate all’inflazione a breve scadenza potrebbero potenzialmente offrire una certa protezione contro l’aumento dell’inflazione e dei tassi a breve termine, poiché traggono la maggior parte del loro rendimento dall’inflazione effettiva e sono meno sensibili alla volatilità dei tassi d’interesse. Di conseguenza, gli investitori registrano solitamente minori perdite rispetto a una strategia obbligazionaria convenzionale, come è avvenuto nelle ultime settimane.

I titoli del mercato monetario e a tasso variabile possono anch’essi fornire una protezione quando i tassi a breve termine aumentano. Questi attivi assimilabili alla liquidità possono contribuire a offrire agli investitori una maggior sicurezza nel breve termine e fornire liquidità da destinare in futuro ad asset più convenienti e più rischiosi. Un conflitto prolungato peggiorerebbe le prospettive di inflazione e crescita, sostenendo la volatilità dei tassi di interesse. Tuttavia, l’attenuarsi delle tensioni dovrebbe mettere in luce potenziali opportunità di valore nei mercati del credito, dove gli spread si sono ampliati e i rendimenti complessivi hanno raggiunto livelli che non si registravano dal secondo trimestre del 2025. Questo scenario ridurrebbe inoltre la necessità per le banche centrali di inasprire la politica monetaria, consentendo un calo delle aspettative sui tassi di interesse a breve termine e contribuendo potenzialmente ad aumentare i rendimenti dei titoli a reddito fisso a breve duration.

Guardare oltre il petrolio

Alla fine di marzo, a meno di quattro settimane dall’inizio del conflitto in Medio Oriente, i mercati azionari globali avevano registrato un calo superiore al 5%.1 I settori sensibili al prezzo del petrolio, come quello dei beni strumentali, hanno contribuito in modo significativo al calo, compensato solo in parte dai rialzi registrati dai titoli petroliferi. I settori che hanno dominato i rendimenti a febbraio, tuttavia, hanno probabilmente avuto un impatto maggiore. Quello finanziario ha contribuito maggiormente al calo dell’indice, in parte a fronte dei persistenti timori relativi al credito privato, mentre i titoli legati all’hardware tecnologico e ai semiconduttori hanno perso gran parte dei guadagni registrati a febbraio.

Le azioni hanno poi registrato un modesto rimbalzo, sovraperformando il reddito fisso globale (misurato dall’indice Bloomberg Multiverse), sulla scia delle speranze di una conclusione negoziata del conflitto. I guadagni sono stati trainati da beni strumentali, semiconduttori e finanziari. Restiamo cauti sulle prospettive future, ma le dinamiche del mercato azionario indicano che gli investitori devono continuare a prestare la stessa attenzione sia ai settori legati all’intelligenza artificiale che a quelli legati al petrolio, nel valutare come posizionarsi nel lungo periodo. 

Il nuovo potenziale di rialzo della Cina 

L’indice MSCI China ha sovraperformato gli indici globali di oltre l’1%, mentre l’indice CSI 300 è rimasto sostanzialmente invariato dall’inizio del conflitto in Iran2. Ci sono diverse ragioni alla base di questa resilienza: in primo luogo, l’esposizione della Cina al petrolio è relativamente bassa, mentre la sua intensità petrolifera (ovvero il rapporto tra consumo di petrolio e PIL reale) è diminuita costantemente nel corso degli anni. In secondo luogo, dispone di ampie riserve di greggio e, in terzo luogo, il rincaro del petrolio si riflette solo in misura limitata sui prezzi al consumo a causa del controllo governativo sui prezzi al dettaglio dell’energia e delle condizioni di domanda deflazionistiche.

L’impatto inflazionistico si rifletterà principalmente sull’indice dei prezzi alla produzione, che attualmente è in fase di deflazione. Tuttavia, il PPI ha mostrato una forte correlazione con i ricavi delle imprese cinesi e pertanto una sua ripresa dovrebbe favorire la crescita degli utili aziendali. Se la Cina riuscirà a entrare in modo sostenibile in un contesto inflazionistico, si verificherà probabilmente un rialzo delle quotazioni azionarie, come è successo in Giappone. A nostro avviso, le azioni di classe A del mercato interno cinese sembrano godere di una maggiore protezione al ribasso rispetto a quelle negoziate a Hong Kong o negli Stati Uniti, grazie ai potenziali acquisti da parte dei fondi governativi, all’ampia liquidità e alla minore correlazione con gli indici globali. Anche la minore dipendenza dal petrolio e l’ampio surplus delle partite correnti (2% del PIL) sostengono il tasso di cambio.

Sintesi delle opinioni sulle classi di attivi

Le opinioni si basano sui punti di vista del team di investimento e non devono essere intese come consigli sull’allocazione degli attivi.

Legend : Green : Positivo +, Orange : Neutrale =, Red : Negativo –
Tassi
Treasury USA = I rendimenti risentono dell'impatto dello shock energetico sull'inflazione, sui tassi e delle possibili ripercussioni fiscali, ma la Federal Reserve mantiene i tassi invariati
Euro – Paesi core L’inflazione aumenterà nel breve termine, spingendo potenzialmente la BCE ad aumentare il tasso d’interesse quest’anno
Euro – Spread dei titoli di Stato Lo shock energetico potrebbe provocare alcuni timori fiscali e un ulteriore ampliamento degli spread a breve termine
Gilt britannici = Nonostante le valutazioni basse, i ritardi nei tagli dei tassi da parte della Banca d'Inghilterra, l'aumento dell'inflazione e le preoccupazioni di natura fiscale rappresentano una sfida
JGB = Lo shock energetico è alla base delle aspettative di tassi più elevati
Inflazione + L’aumento dell’inflazione sosterrà i rendimenti delle obbligazioni indicizzate all’inflazione
Credito
Investment Grade in USD = Visione neutrale ma propensione per un ulteriore modesto ampliamento degli spread
Investment Grade in EUR = Una visione positiva dipende dalla rapida risoluzione del conflitto in Medio Oriente, ma sussiste il rischio di un aumento degli spread
Investment Grade in GBP = I rendimenti sono diventati molto interessanti alla luce dei recenti movimenti dei tassi e degli spread
High Yield in USD = I rendimenti dovrebbero essere positivi, ma occorre tenere d'occhio sia l'IA che gli sviluppi in Iran
High Yield in EUR = Gli spread continuano a risentire del contesto geopolitico e dei timori sull'inflazione in Europa
ME in valuta forte = Risultati solidi, ma lo shock energetico richiede un approccio selettivo all'esposizione per paese
Azioni
Stati Uniti = Gli ottimi risultati finanziari delle grandi aziende tecnologiche offrono un sostegno relativo alle azioni statunitensi nell'attuale clima di incertezza
Eurozona = L'impennata dei prezzi del petrolio e del gas rappresenta un ostacolo alla crescita e accentua le pressioni inflazionistiche, mentre la BCE potrebbe decidere di aumentare i tassi
Regno Unito = I tassi di interesse più elevati continuano a frenare la dinamica della crescita. I settori difensivi dovrebbero registrare risultati migliori
Giappone = L’espansione fiscale dovrebbe sostenere i settori della domanda interna. Le banche restano interessanti in quanto la Banca del Giappone sembra più vicina a un altro rialzo dei tassi
Cina = I titoli tecnologici sono sostenuti dal disaccoppiamento tra Stati Uniti e Cina. Potenziale di stimoli mirati, in particolare nei settori strategici
Mercati emergenti globali = Si registra una dinamica positiva degli utili nei settori della tecnologia e dei materiali, ma le tensioni in Medio Oriente pesano sulle economie asiatiche importatrici di energia, rendendo necessario un approccio selettivo
Temi d’investimento* + Positivi nel lungo termine sulle strategie legate all’hardware per l’IA, all’elettrificazione della rete e alla transizione verso l’azzeramento delle emissioni di carbonio

* BNP Paribas Asset Management ha identificato diversi temi, supportati da megatrend, a cui stanno attingendo le aziende che riteniamo siano nella posizione migliore per affrontare l’economia globale in evoluzione: Automazione e digitalizzazione, Trend di consumo e longevità, Transizione energetica, nonché Biodiversità e Capitale naturale; fonte: BNP Paribas Asset Management

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[1] Indice MSCI All Country World IMI in USD, calo del 5,2% al 25 marzo 2026

[2] Fonte: MSCI/BNP Paribas AM al 25 marzo 2026

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