Diversificare le esposizioni azionarie statunitensi attraverso società small-cap

Investire in aziende statunitensi a bassa capitalizzazione di mercato può offrire vantaggi distintivi rispetto all’esposizione alle grandi e medie capitalizzazioni: le small cap sono spesso in prima linea nell’innovazione e nelle prime fasi del ciclo di crescita. Tradizionalmente, le società small-cap sono anche più esposte all’economia interna: operano tipicamente nei mercati locali piuttosto che internazionali.

Questo non significa che siano immuni agli sviluppi politici come le politiche commerciali. Nell’attuale contesto, le precedenti preoccupazioni dei mercati e delle imprese riguardo agli effetti dei dazi di Trump sull’economia statunitense, hanno ora lasciato spazio alle speranze su prospettive di deregolamentazione più accentuate, a tassi di interesse ancora più bassi e alle proroghe sui tagli fiscali. Di questa configurazione potrebbero beneficiarne le piccole e medie imprese, così come gli incentivi agli investimenti, il re-shoring delle imprese, un aumento dei prestiti da parte delle banche e una riduzione delle barriere alle operazioni di merge & acquisition.

Il segmento del mercato azionario small-cap – e con esso gli indici small-cap – è solitamente più diversificato rispetto ai loro omologhi delle grandi capitalizzazioni. L’indice MSCI USA Small Cap copre ad esempio più di 1.500 aziende rispetto alle circa 550 dell’indice MSCI USA.

Esposizione più limitata alla tecnologia

Gli indici delle small cap statunitensi tendono ad avere un’allocazione più equilibrata ai settori aziendali. Pertanto, l’esposizione al settore tecnologico, dove negli ultimi anni abbiamo visto una crescente concentrazione di grandi e mega-cap aziende (vedi Esempio 1), è molto più limitata.

La forte presenza delle prime 10 nelle grandi capitalizzazioni riflette l’impressionante performance dei Magnificent 7 negli ultimi anni: i primi 10 titoli rappresentano circa il 40% dell’indice MSCI USA, mentre nell’indice small-cap il loro peso cumulativo è solo del 4%.*

Con un peso così consistente, le aziende più grandi sono state i principali motori di performance degli indici delle grandi capitalizzazioni statunitensi: le prime 10 hanno contribuito per il 50-60% ai rendimenti degli indici nel 2024 e 2025. In confronto, il contributo tra i primi 10 alla performance dell’indice MSCI USA Small Cap è stato solo del 15% nel 2025.*

Costruzione dell’indice ed esposizione passiva alle small-cap

Quando si osservano le esposizioni passive verso le azioni small cap statunitensi, è importante comprendere la definizione esatta dell’universo degli investimenti. A seconda dei fornitori di indici, le azioni selezionate possono variare notevolmente. La differenza di definizione è vera anche per indici di grande e media capitalizzazione, ma poiché oggi questi indici tendono a concentrarsi nelle mega cap, l’impatto non è così significativo.

Ad esempio, la sovrapposizione tra MSCI USA e S&P 500 è superiore al 95% in termini di valore di mercato; ed è ancora alto, l’89%, per MSCI USA Large Cap e S&P 500. Tuttavia, la sovrapposizione è solo del 25% tra gli indici small-cap MSCI e S&P, ovvero il 45% per quelli MSCI e FTSE Russell.*

Nonostante mostrino comportamenti simili, la performance degli indici può divergere significativamente (vedi Esempio 2). Ad esempio, negli ultimi 12 mesi gli indici MSCI e Russell hanno avuto rendimenti comparabili (circa il 23%), mentre l’indice S&P ha restituito solo circa il 17%.

La limitata sovrapposizione e le differenze di performance portano a un tracking error più elevato degli indici small-cap rispetto ai tradizionali benchmark azionari statunitensi di grandi e medie capitalizzazioni. Questo dimostra l’importanza di esaminare attentamente la definizione dell’universo quando si sceglie un indice small-cap.

Incorporazione dei criteri ESG nell’esposizione alle small cap statunitensi

Abbiamo evidenziato quali sono i vantaggi di considerare un’esposizione passiva a small-cap statunitense e l’importanza della definizione dell’universo tra i fornitori di indici. Un’ulteriore considerazione riguarda l’integrazione di fattori ambientali, sociali e di governance. Infatti – proprio come per gli indici delle grandi capitalizzazioni – l’integrazione ESG può essere implementata in vari modi nell’universo delle small cap statunitensi; il processo può anche influenzare le performance a seconda di come viene implementato.

Esaminiamo di seguto la metodologia “MSCI Select Filtered min TE”, che integra le criteri ESG considerando tre aspetti principali*:

  • Esclusioni e restrizioni basate sul valore: le aziende coinvolte in una delle seguenti attività sono escluse: estrazione di combustibili fossili, energia termica a carbone, armi controverse, produzione di tabacco*
  • Miglioramento del punteggio ESG: il punteggio medio ponderato ESG dell’indice MSCI Select Filtered Min TE deve Essere almeno uguale al punteggio ESG dell’indice master dopo la rimozione del 10% delle aziende con valutazione ESG peggiore.
  • Riduzione dell’intensità di carbonio: l’intensità dei gas serra deve essere almeno del 20% inferiore rispetto all’indice principale (incluse le emissioni di gas serra – GHG -di scope 1,2,3).

I pesi dei costituenti dell’indice sono determinati tramite un processo di ottimizzazione che mira a minimizzare l’errore di tracking ex ante rispetto all’indice principale. Questo processo incorpora vincoli come i miglioramenti dell’intensità di carbonio e dei punteggi ESG menzionati sopra, ma anche criteri per le deviazioni massime dall’indice master a livello di settore, paese ed emittente, al fine di rendere l’indice ESG il più rappresentativo possibile rispetto alle esposizioni mainstream a small cap.

Nel caso dell’esposizione alle small cap statunitensi, l’incorporazione dei criteri ESG mantiene 1.411 su 1.628 componenti dell’indice principale nell’universo MSCI Select Filtered Min TE. Incorporando questi fattori, il punteggio ESG corretto dal settore passa da 5,7 a 6,0, mentre l’intensità di carbonio dell’indice scende da 519 tCO2e/$M EVIC* a 422. L’effetto sul tracking error è limitato: 0,55% per rendimenti settimanali ex-post a 1 anno e 0,50% su base ex-ante.

ESG – Impatto limitato sulle performance

Nonostante metriche ESG migliori, le differenze di performance rispetto all’indice mainstream sono minime e la volatilità è quasi identica. L’indice MSCI USA Small Cap Select Filtered Min TE tende ad offrire un profilo di portafoglio simile rispetto all’indice master in termini di performance e suddivisione, con un tracking error contenuto.

Indicatori come il punteggio ESG e l’intensità di carbonio possono essere migliorati oltre a escludere imprese controverse e gravi controversie (in linea con i principi del Patto Globale delle Nazioni Unite). Possiamo concludere che l’indice MSCI USA Small Cap Select Filtered Min TE è uno strumento aggiuntivo per integrare considerazioni ESG nei portafogli passivi, mantenendo al contempo caratteristiche simili rispetto alle esposizioni mainstream.

*Fonti dati: BNP Paribas Asset Management, Bloomberg, MSCI al 27/02/2026, salvo diversa indicazione. Per regole dettagliate dell’indice, consultare il documento metodologico MSCI su www.msci.com. Lo score ESG è il punteggio ESG aggiustato dall’industria MSCI, utilizzando una media ponderata per l’intensità delle emissioni di carbonio di ambito 1, 2 e 3; tCO2e/$M EVIC – normalizzato per il valore d’impresa inclusa la liquidità; unità utilizzata: tonnellate di CO2 per valore impresa milioni di dollari

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ETF Insight

Questo articolo è un estratto dal nostro documento ETF Views.

Scarica il documento completo per maggiori informazioni sulla strategia delle small cap statunitensi.

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