Coronavirus – Weekly update – 27 Maggio 2020

Le uscite dal lockdown proseguono senza grandi stravolgimenti / I mercati azionari restano cautamente positivi/Per ora il “muro monetario” delle banche centrali ha contenuto la volatilità.

Al 27 maggio, il numero di casi COVID-19 è salito ad oltre 5,5 milioni e il bilancio delle vittime è ora superiore a 350.000.

Grafico 1:

Fonte: https://www.ecdc.europa.eu/en/geographical-distribution-2019-ncov-cases

Strategie di uscita: più rapide nei paesi in cui sono stati compiuti progressi sul test e su altri fattori

L’attenzione è concentrata sull’uscita dal lockdown. Non è chiaro in che misura e con quale rapidità le autorità siano in grado di ridurre le misure di contenimento senza risollevare il numero dei contagi, né, del resto, quale sia la tolleranza per un aumento dei casi e delle vittime prima che le autorità siano costrette a invertire la rotta.

Il limite di velocità varia da un paese all’altro e con il passare del tempo. I paesi in cui la capacità di analisi e di controllo è superiore, in cui il livello di immunità acquisita è superiore e in cui la conformità dell’opinione pubblica alla risposta sanitaria è superiore, si trovano in una posizione migliore per uscire dal lockdown a un ritmo più rapido rispetto ai loro omologhi.

Anche una maggiore tolleranza delle notizie negative (vittime), la necessità economica o il calendario elettorale può influenzare la strategia di uscita, ma i cittadini possono decidere da soli se ritengono che le misure siano state allentate troppo, troppo rapidamente. In altre parole, i cittadini possono rifiutarsi di presentarsi sul posto di lavoro o per le strade, anche quando è loro consentito farlo.

Stati uniti – è presto per allentare il blocco?

L’economia americana sta gradualmente uscendo dal blocco, ma gli scienziati dell’Imperial College hanno avvertito che l’epidemia non è ancora sotto controllo in gran parte del paese. Il numero di riproduzione (R0), che misura il numero medio di persone a cui ogni soggetto infetto trasmette il virus, è attualmente superiore a uno su 20 in 30 stati, soprattutto a sud e nel mid-west. Qui, l’epidemia è ancora in fase di sviluppo.

Le conclusioni del documento sottolineano come la strategia di uscita e il ritorno alla normalità possano costituire un processo doloroso ed elaborato.

Cina – Misure dure per mantenere il contenimento

Nel frattempo, le autorità cinesi si stanno impegnando a fondo per tenere sotto controllo il virus. Sono state introdotte misure di quarantena nella provincia di Jilin, che ospita oltre 100 milioni di persone, per contenere un aumento dei casi.

Il presidente Xi Jinping avrebbe detto chiaramente ai funzionari del partito nella provincia dell’Hubei che non devono “rovinare il risultato conseguito con tanta fatica” e consentire una seconda ondata a Wuhan. Qui pare che le autorità abbiano effettuato test su quasi sette milioni di persone in meno di due settimane in risposta all’emergere di nuovi casi.

Secondo notizie riportate dalla stampa, le aziende di Wuhan hanno testato tutti i loro dipendenti prima di tornare al lavoro perché temono che l’impresa possa essere chiusa anche con un singolo caso di postività sul posto di lavoro.

Indicatori economici – L’analisi dell’indice PMI

Questa settimana i dati, se presi alla lettera, sono stati profondamente deludenti. L’indice dei responsabili degli acquisti (PMI) resta l’indicatore preferito del mercato dell’attività globale, essendo pubblicato su base costante per molti paesi e molto prima dei dati ufficiali sul PIL.

In effetti, alcuni investitori considerano l’indice PMI come un numero riassuntivo ragionevole del ciclo economico globale. Questo indicatore sembra suggerire che nel mese di maggio l’economia globale stia affondando in una depressione. Siamo piuttosto scettici.

Analizzando più profondamente i dati preliminari dell’indice PMI di maggio, notiamo che il valore assoluto dell’indicatore è aumentato durante il mese, ma il saldo netto resta ben al di sotto della soglia di 50 punti base. Ciò implica una forte contrazione dell’attività tra aprile e maggio.

In effetti, l’indice composito PMI per l’Eurozona in maggio è rimasto al di sotto del minimo evidenziato durante la crisi finanziaria globale. Peraltro sembra quasi impossibile trovare un incontro tra quello che sappiamo e quello che è realmente accaduto all’economia in questo periodo.

Sembra che le aziende non stiano rispondendo linearmente alle domanda loro poste. Invece di descrivere come è cambiata la produzione nel corso del mese, sembra probabile che molte aziende stiano facendo confronti dell’attuale livello di produzione con quello di tempi normali. Un confronto con i livelli più bassi della grande crisi finanziaria (GFC) avrebbe sicuramente più senso.

Cina – un sostegno limitato e nuove tensioni

Per quanto riguarda gli sviluppi sul fronte politico, la notizia principale è giunta dall’Assemblea Nazionale del Popolo (NPC) in Cina, o per la precisione, è stata l’assenza di un annuncio di un pacchetto di stimoli economici di una portata che alcuni analisti si aspettavano.

Le autorità hanno infranto la tradizione e non hanno utilizzato l’NPC per indicare un obiettivo di crescita del PIL nel 2020, dando invece priorità alla stabilizzazione dell’occupazione, con l’obiettivo di un tasso di disoccupazione del 6%.

La posizione fiscale sta cambiando, con il deficit nominale in aumento fino ad oltre il 3,6% del Pil (violando la convenzione del 3%) integrato da 1 trilioni di renmimbi di emissioni di debito del governo centrale. Anche la politica monetaria “prudente” è destinata a spostarsi per incoraggiare la crescita dei depositi e il finanziamento sociale complessivo.

Tuttavia, se uno dei principali segnali che il mercato monitorava era l’annuncio di “mega-stimolo” da parte dell’NPC, allora ne sarà rimasto deluso.

Nel frattempo, la proposta cinese di una nuova legge nazionale sulla sicurezza per Hong Kong ha innescato nuove tensioni. Mette in pericolo l’equilibrio “un paese, due sistemi” in vigore da quando Hong Kong è stata incaricata, in base alla sua Basic Law, di redigere la legislazione sulla sicurezza nazionale.

L’amministrazione Trump sta soppesando la sua risposta, che potrebbe anche comprendere sanzioni. La Cina ha già annunciato che risponderà con “tutte le contromisure necessarie” a ciò che considera un’interferenza negli affari interni cinesi.

Prospettive di mercato – in una visione ottimistica

In generale, i mercati continuano a considerare il bicchiere mezzo pieno, con una volatilità in leggera diminuzione e i mercati azionari abbastanza laterali. Questo tono prudentemente positivo è sostenuto dal “muro monetario” delle banche centrali. Come in passato, la mancanza di implementazione del sostegno fiscale resta un rischio e una fonte di volatilità. La possibilità di un’ulteriore escalation delle tensioni sino-americane costituisce un ulteriore rischio.

L’aspetto unico di questa recessione economica è la misura in cui i policymaker stanno prendendo di mira i mercati del debito societario. La politica è specificamente mirata a mantenere alta disponibilità di credito e bassi tassi di default attraverso.

Perché questa focalizzazione sui mercati del debito societario?

Perché questa è una crisi in cui tutti sono vittime innocenti di uno shock esogeno (il virus). La fase di contrazione è di tipo governativo: bloccare l’economia per proteggerla da una crisi sanitaria. Questo è importante da capire perché significa che ci sono pochi argomenti per agire diversamente, è quindi difficile contenere i costi di questi provvedimenti ed è necessario mantenere le reti di sicurezza ad ampio raggio.

Per i mercati del debito societario, ciò implica che il peggioramento può essere limitato velocemente solo da un maggiore sostegno politico. Da marzo, la politica espansiva è riuscita a ridurre la volatilità e a stabilizzare il ciclo del credito.

Nei prossimi trimestri si assisterà a una debole propensione al rischio delle società, soprattutto con poche fusioni e acquisizioni o riacquisti di azioni. Il costo del credito è aumentato rispetto al costo del capitale e questo storicamente indica un deleveraging attivo. Al contrario, le aziende risparmiano, come tutti gli altri, accumulando liquidità.

Nel contempo, il QE della banca centrale è l’ultimo “muro monetario”. I programmi delle principali banche centrali ammontano già a 4 bilioni di USD e non sono ancora conclusi. Questo eccesso di liquidità può finire negli asset finanziari, in particolare quando finirà l’accumulazione di liquidità.

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