Sono tempi straordinari. Il numero delle vittime a causa dell’epidemia di coronavirus potrebbe essere potenzialmente estremamente elevato. I governi di tutto il mondo prendono ogni giorno misure estreme, inusuali per tempi di pace, perché, per dirla senza mezzi termini, l’umanità è in guerra con il virus.
Ci sono state molte notizie da “assorbire” per i mercati. Le ultime settimane hanno visto sfrenate fluttuazioni nei prezzi di mercato. Le inevitabili correzioni delle valutazioni sono state sicuramente esacerbate dalla quasi totale assenza di liquidità. Per ragioni comprensibili, molti investitori potrebbero prendere in considerazione gli scenari peggiori e optare per strategie difensive di conservazione del capitale dopo la correzione dei prezzi.
A nostro avviso, non è questo il momento di vendere. In effetti, come investitori di lungo termine, stiamo cercando opportunità per aumentare il rischio, non per ridurlo e per questo abbiamo elaborato una strategia che abbiamo suddiviso in tre pilastri: il virus, le prospettive e le valutazioni.
La nostra strategia
- Il virus: non siamo epidemiologi, siamo professionisti degli investimenti, ma se la società è in guerra con il COVID19, è fondamentale comprenderlo e tenerne traccia poiché questa è l’evento che sta guidando i mercati e la risposta delle politiche pubbliche
- Le prospettive: i mercati sono lungimiranti, elaboreranno notizie sul virus e le stime che ipotizzano la fine dell’emergenza dovuta al virus, determinando potenziali grandi variazioni nelle valutazioni. In quanto investitori, è essenziale essere all’avanguardia in questo processo e individuare i segnali chiave che segnaleranno la probabile traiettoria dei mercati
- Valutazioni: quando i mercati crollano e la volatilità si impenna, l’istinto naturale è quello di passare da una mentalità orientata ai “ritorni del capitale” ad una mentalità di “ritorno del capitale”. Tuttavia, gli investitori dovrebbero anche chiedersi se le recenti ventite massicce abbiano dato luogo a valutazioni interessanti. Per valutare le azioni, si possono esaminare i rapporti prezzo-utile corretti ciclicamente. Gli spread del credito e i rendimenti reali delle obbligazioni in un contesto storico sono altri parametri che, a nostro avviso, gli investitori possono continuare a considerare.
Perché pensiamo che non sia il momento di vendere
La tentazione nei momenti di crisi è posizionarsi sullo scenario peggiore, diventare difensivi e focalizzarsi sulla conservazione del capitale. Riteniamo che sia un errore: ora non è il momento di vendere. La correzione si è già verificata e gli asset sono già stati valutati per pandemia e presumibilmente anche per il panico.
Le prospettive sono incerte, ma ciò non giustifica l’inazione. Non possiamo permetterci il lusso di attendere che sia fatta chiarezza sull’impatto finale del virus sulla società e sull’economia prima di prendere decisioni in materia di investimenti. I mercati avranno valutazioni che tengano in considerazione la fine dell’emergenza COVID19 molto tempo prima che tutta l’incertezza si sia dissipata.
Come investitori a lungo termine, dobbiamo assumere una posizione sul costo umano, sociale ed economico del virus e poi valutare le opinioni rispetto agli attuali prezzi di mercato. Le valutazioni sembrano avere superato i livelli previsti, sotto l’effetto del panico e delle turbolenze dei mercati. Le valutazioni cominciano a diventare interessanti e prevediamo di aggiungere rischio, non di ridurre.
La risposta politica invertirà la rotta
Per essere chiari, riteniamo che la situazione peggiorerà prima che migliori. Ci saranno perdite catastrofiche di vite umane e una forte contrazione dell’attività nelle prossime settimane. Le autorità potrebbero essere costrette a imporre molteplici chiusure nei prossimi mesi per tenere sotto controllo il virus. Tuttavia, riteniamo che la risposta politica globale alla fine invertirà la tendenza.
Crediamo che una combinazione di fattori aiuterà in ultima analisi la società ad imparare a convivere con il virus senza ricorrere a chiusure infinite, soprattutto grazie a fattori quali l’aumento dell’immunità acquisita in seno alla popolazione, i test diagnostici e serologici su scala industriale, l’aumento della capacità del sistema sanitario di affrontare i casi acuti e adozione da tutto il mondo di migliori pratiche sulle strategie di contenimento al di fuori del blocco.
Inoltre, ci conforta la risposta, già significativa e tuttora orientata alla politica economica, alla crisi. Le chiusure metteranno enorme stress su aziende e famiglie, ma più la risposta politica globale si muoverà verso la “socializzazione di tutte le perdite, qualunque sia il costo”, più siamo sicuri che l’economia riesca a superare la tempesta.
Quali saranno i fattori di cambiamento della situazione?
I fattori che cambieranno il gioco sono ovviamente l’arrivo di antivirali efficaci e, in ultima analisi, di un vaccino, ma almeno per quanto riguarda quest’ultimo, ci attendono diversi mesi di sperimentazione che ne assicurino la sicurezza, tempi difficilmene comprimibili. Tuttavia, notizie credibili sui progressi probabilmente aiuteranno il mercato a superare dalla crisi.
Le valutazioni dei titoli azionari cominciano ad apparire interessanti: Il nostro dashboard relativo alle metriche di valutazione si è spostato dal rosso al verde. L’indice azionario S&P 500 è sceso di circa un terzo, riflettendo un calo delle previsioni sugli utili e un calo del rapporto P/E in confronto, i rendimenti obbligazionari sono molto più bassi. Ulteriori cali delle aspettative sugli utili costituiscono un rischio di ribasso per le valutazioni – in particolare in uno scenario di shutdown su vasta scala mondiale – ma il significativo aumento del premio per il rischio delle azioni potrebbe fungere da ammortizzatore per le cattive notizie sugli utili.
Conclusione
Considerando una combinazione di fattori, non riteniamo sia il momento di vendere, ma di incrementare il rischio in modo selettivo.
Ovviamente, non sottovalutiamo i rischi sottesi a questa visione e in un’ottica di costante informazione e monitoraggio, pubblicheremo ogni mercoledì un aggiornamento che analizzerà con attenzione lo stato del virus, le prospettive e le valutazioni.