Il conflitto in Medio Oriente destabilizza i mercati; la Cina riduce l’obiettivo di crescita annuale
Fatti salienti
La scorsa settimana i mercati globali sono stati alle prese con ulteriori episodi di volatilità dopo che gli Stati Uniti e Israele hanno lanciato un’azione militare coordinata contro l’Iran. All’inizio della settimana le azioni hanno subito un brusco calo, per poi recuperare parzialmente terreno. I rendimenti dei titoli di Stato sono aumentati riflettendo anche i timori per l’inflazione, mentre i prezzi del petrolio sono saliti sulla scia delle preoccupazioni legate all’offerta. Nella settimana fino alla chiusura di giovedì, gli indici MSCI World NR e S&P 500 hanno ceduto rispettivamente il 2% e l’1%, mentre l’Eurostoxx 600 ha perso il 6% e il Nikkei giapponese il 7%.1 Il sentiment di mercato continuerà probabilmente a essere determinato in larga misura dall’entità e dalla durata del conflitto.
* In dollari USA. Fonte: FactSet, dati al 5 marzo 2026
Notizie dal mondo
Durante la presentazione del suo nuovo piano quinquennale, la Cina ha tagliato l’obiettivo annuale di crescita economica a un intervallo compreso tra il 4,5% e il 5%, il livello ufficiale più basso dal 1991. Il dato è inferiore al precedente obiettivo di “circa il 5%”, raggiunto nel 2025, poiché il Paese continua ad affrontare consumi interni deboli, sfide nel mercato immobiliare e tensioni commerciali globali. Il progetto di piano quinquennale, che sarà sottoposto a votazione questa settimana, prevede anche investimenti in innovazione e tecnologia, trasporti ed energia, nonché altre iniziative volte a stimolare la spesa delle famiglie.
Il numero sotto i riflettori: 1,9%
A febbraio l’inflazione annuale dell’eurozona è inaspettatamente salita all’1,9%, rimanendo, per la prima volta dall’aprile 2021, al di sotto dell’obiettivo del 2% fissato dalla Banca centrale europea per due mesi consecutivi. Il mercato si aspettava che gli incrementi dei prezzi restassero stabili all’1,7%, in linea con il tasso di gennaio. L’inflazione di fondo, dalla quale sono esclusi energia, generi alimentari, alcol e tabacco, è aumentata dal 2,2% di gennaio al 2,4%. Su un altro fronte, il PIL dell’eurozona è cresciuto dello 0,2% nel quarto trimestre, in flessione rispetto alla stima precedente dello 0,3% e allo 0,3% osservato nel T3. Altrove, secondo le nuove previsioni ufficiali, l’economia britannica dovrebbe registrare quest’anno un’espansione dell’1,1%, in calo rispetto alla stima di novembre dell’1,4%.
Il grafico della settimana
La divergenza tra i mercati asiatici, soprattutto nel settore tecnologico, evidenzia una trasformazione dinamica nel panorama regionale, trainata dal boom globale degli investimenti nell’intelligenza artificiale. I poli di hardware in Asia, esclusa la Cina, in particolare Taiwan e Corea del Sud, stanno prosperando grazie alla maggiore domanda di semiconduttori di fascia alta e packaging avanzato. Dal suo canto, il settore tecnologico cinese presenta un quadro più complesso. Sebbene le recenti riforme delle politiche e le innovazioni nazionali nel campo dell’IA, come DeepSeek, abbiano favorito una certa ripresa, il settore è ancora in ritardo rispetto ai suoi omologhi regionali. La Cina si sta impegnando attivamente per affermare la propria leadership e indipendenza tecnologica negli ambiti di software e hardware. Le persistenti difficoltà, quali le restrizioni statunitensi alle esportazioni e l’incertezza normativa, hanno indotto gli investitori a rimanere cauti.

La parola della settimana: EURO-3C
Un progetto dell’Unione europea del valore di € 75 milioni che mira a fornire “servizi digitali all’avanguardia” attraverso reti di telecomunicazione, infrastrutture cloud ed edge computing, per velocizzare l’elaborazione dei dati. La Commissione europea ha presentato il progetto, ribattezzato EURO-3C, al Mobile World Congress la scorsa settimana. Ha affermato che l’iniziativa ridurrà la dipendenza dai fornitori di Paesi terzi, rendendo al contempo più accessibile agli utenti finali una potenza di calcolo sicura e ad alta velocità. Il progetto, che coinvolge un consorzio di 87 società e organizzazioni, punta a rafforzare la competitività digitale e industriale europea.
Prossimamente
Lunedì la Cina svelerà gli ultimi dati sull’inflazione, mentre martedì verrà pubblicata la stima definitiva sulla crescita del PIL giapponese nel T4. Gli Stati Uniti comunicheranno mercoledì il tasso di inflazione di febbraio: a gennaio l’inflazione annuale statunitense è diminuita al 2,4% dal 2,7% di dicembre. Venerdì giungeranno le cifre della produzione industriale per l’eurozona, le statistiche mensili sul PIL britannico di gennaio e la seconda stima sulla crescita del PIL statunitense nel T4. La stima precedente indicava che nel T4 l’espansione del PIL statunitense era rallentata all’1,4% dal 4,4% del T3.